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SarĂ  Francesco Afflitto candidato della lista Calabria civica – M5s, a scendere in campo per le prossime elezioni al Consiglio Regionale

La presentazione è avvenuta nella giornata di sabato scorso davanti ad un salone di Palazzo Porti, alla presenza di un numerosissimo pubblico

Oscare Grisolia

Cirò Marina, domenica 12 Gennaio 2020.

Sarà Francesco Afflitto, il candidato della lista Calabria civica che fa riferimento al Movimento Cinque Stelle, a scendere in campo per le prossime elezioni al Consiglio Regionale. A presentare la sua candidatura, gli onorevoli Barbuto e Scutellà ma, soprattutto con una lunga dissertazione sullo stato della nostra regione e sulle sue criticità, da parte del candidato presidente, il prof. Francesco Aiello. La presentazione è avvenuta nella giornata di sabato scorso davanti ad un salone di Palazzo Porti, alla presenza di un numerosissimo pubblico. Dopo le introduzioni iniziali degli onorevoli Barbuto e Scutellà, le parole emozionate dello stesso Francesco Afflitto, noto nel comprensorio per il suo impegno come medico e non solo, che ha spiegato con “semplicità” la sua candidatura di servizio e al servizio della comunità per un rinnovamento della politica regionale, rea di non avere supplito alle tante istanze del territorio. Ma il piatto forte, con esempi, citazioni e riferimenti, è stato svolto dal Prof Aiello che ha spiegato la sua candidatura per superare il “blocco unico indistinto”, come lui stesso lo ha definito, costituito dal Pd a sinistra e dal centro destra, che sono stati alla guida del Consiglio regionale negli ultimi trent’anni, con i risultati evidenti che ancora oggi vedono la nostra regione fanalino di coda. Un impegno che non ha l’ambizione di risolvere i tanti problemi irrisolti presenti nella nostra Regione, ma “fare una ricognizione delle tante emergenze affrontate con misure tampone e mai risolte, per dare alle stesse soluzioni programmate e definitive” come ha detto, che potranno portare nuove economie e partecipazione democratica. Ma ha anche spiegato e preso atto che nei suoi tanti giri ha dovuto constatare che che nella nostra Regione “c’è poca disponibilità culturale al cambiamento” e quindi, senza di esso non potrà avvenire alcun cambiamento. L’invito ai presenti quindi a “volere e credere in questo cambiamento senza il quale non si potrà avviare alcun programma come sintesi dello stesso” .



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