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Sabato 18 gennaio incontro pubblico a Cariati del Comitato per la Provincia della Magna Graecia

L’idea progetto “Magna Graecia” (inclusiva di circa 70 comuni), potrebbe rivelarsi come la più dirompente proposta mai effettuata sull’area jonica

Oscare Grisolia

Cariati, martedì 14 Gennaio 2020.

Il Comitato per la Provincia della Magna Graecia organizza un incontro pubblico di presentazione della proposta progetto di cui in oggetto, che si terrà sabato 18 gennaio 2020 – ore 18.00 – Sala Centro Sociale – via Nazionale, s.s. 106 – Cariati (Cs).

L’idea progetto “Magna Graecia” (inclusiva di circa 70 comuni), potrebbe rivelarsi come la più dirompente proposta mai effettuata sull’area jonica. Le attuali province di Cosenza e Crotone presentano discrasie rispetto alla media delle province italiane, nonché al rapporto totalmente squilibrato e scriteriato fra le stesse.
Considerato il fatto che in Italia esiste una suddivisione amministrativa in 107 enti tra aree metropolitane e province e che da calcolo medio la territorialità derivante dal rapporto tra la superficie del Paese e il numero degli enti d’area vasta è di 2816 km²;

la provincia di Cosenza presenta una superficie di 6710 km², circa tre volte la media Italia con una popolazione di circa 160000 abitanti in più rispetto alla media Italia, mentre la provincia di Crotone s’attesta su 1735 km², territorialmente quindi poco superiore alla metà della media Italia, e con una popolazione di 175000 ab, inferiore circa al 70% della media Italia in termini demografici.
Tale situazione, assolutamente iniqua, ha generato una provincia di elefantiache dimensioni da un lato, totalmente disgregata nelle sue territorialità e una provincia talmente piccola ed impercettibile dall’altro versante, da non poter esercitare una valenza e un peso specifico né nella sua circoscrizione, né fuori dalla stessa.
La proposta di una Provincia della Magna Graecia, creerebbe finalmente una vasta area omogenea, dunque potenzialmente vincente, fra le più produttive del sud Italia, che potrebbe acquisire quel riscatto sociale atteso da troppo tempo, che si traduce in un esclusivo elemento valoriale: PARI DIGNITÁ TERRITORIALE.
Unendo le forze della Sibaritide e del Crotoniatide si darebbe vita a quella “falange” di comuni rivieraschi e pedemontani accomunati dalla mediterraneità jonico-silana, ponendo basi concrete alla capacità dell’area meglio definita come “MAGNA GRAECIA” di concorrere da posizioni paritetiche, e non più di bieca subordinazione, rispetto ad altre territorialità della regione Calabria, quali Cosenza e Catanzaro.
La nostra forza sarà quella del doppio capoluogo che amministrativamente coordinerà l’area di riferimento, e grazie alla relativa distanza fra le due città, non si correrà il rischio di “pestarsi i piedi a vicenda”, ma con sussidiarietà sarà guidata un’unica area vasta che restituirebbe lustro e dignità a circa 70 comuni, abbandonati, dimenticati esautorati e finanche disconosciuti.

Da questa nuova territorialità, da chi vicendevolmente da Sindaco dei comuni in essa ricadenti, l’amministrerà guidando il nuovo ente, potrebbe nascere finalmente una figura che rappresenti l’area “Magna Graecia” ben oltre i suoi confini, e che avrebbe il peso demografico sulle sue spalle di oltre 400mila abitanti, quindi anche la possibilità di rappresentare assisi ancora più grandi poste fuori dai confini territoriali ad essa ascritti. È storico il dato secondo cui la presidenza della Giunta regionale della Calabria sia stata espressione dei capoluoghi storici, Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. La Magna Graecia entrerebbe a pieno titolo nel rivendicare legittimamente una autorevole candidatura ai vertici della regione Calabria.

Tutto dipenderà da come Sindaci ed amministrazioni delle due designate città capoluogo all’idea progetto intenderanno muoversi.
Tanto premesso, il Comitato rivolge a tutti, il seguente accorato appello:
«Non lasciateVi scappare l’opportunità di disegnare un futuro florido ad un’area inaridita da anni d’asservimento ad altre territorialità. Prendete in mano le sorti di questo lembo del nord est Calabria, portando a compimento il progetto che passerà alla storia ed agli annali».



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