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“Don’t judge a book by its cover”, il Liceo “Gravina” di Crotone partecipa al programma Erasmus Plus promosso dall’Unione Europea

Nel mese di gennaio, proprio in Portogallo, si è conclusa la prima fase del progetto che ha visto la partecipazione di sei studentesse (Alessandra Di Falco, Antonella Rocca, Eléna Bonaventura, Michela Scerbo, Monica Corrado e Veronica Maida)

La Redazione

Crotone, lunedì 24 Febbraio 2020.

“Don’t judge a book by its cover”, nessun libro va giudicato dalla sua copertina. È il titolo che il Liceo “Gravina” di Crotone ha scelto per partecipare al programma Erasmus Plus, un progetto biennale promosso dall’Unione Europea con l’obiettivo principale di promuovere la mobilità e i valori dell’inclusione e della tolleranza, in partenariato con Romania, Germania e Portogallo. Nel mese di gennaio, proprio in Portogallo, si è conclusa la prima fase del progetto che ha visto la partecipazione di sei studentesse (Alessandra Di Falco, Antonella Rocca, Eléna Bonaventura, Michela Scerbo, Monica Corrado e Veronica Maida) che, accompagnate dalle loro insegnanti, le professoresse Marina Nicoletta e Manuela Battaglia, hanno lavorato su una specifica tematica del progetto, quella del riciclo nella moda e dei pregiudizi legati al mondo del fashion.
«È stata un’esperienza altamente formativa – racconta Eléna – che rimarrà per sempre nel mio cuore. Conoscere nuove città e soprattutto conoscere tanti giovani di nazionalità diverse mi ha fatto capire quanto sia importante non giudicare le persone dalle apparenze». E tra le tante città che le studentesse del “Gravina” hanno visitato, quella che ha destato maggiore interesse è stata la città di Tomar. «Si tratta- dice Michela- di una città davvero affascinante. La sua attrazione principale è il Convento di Cristo, una delle più importanti opere rinascimentali del Portogallo, oggi patrimonio dell’Unesco». Interessante è stata anche la visita al santuario di Fatima e alla città di Coimbra, nota per la sua università, la più antica del Portogallo ed una delle più antiche d’Europa. «Camminare per le vie di Coimbra, tra le sue case colorate – dice Alessandra – è stato molto bello».
Monica, che ha solo 15 anni, definisce questa esperienza un’avventura. «Questo viaggio ha rappresentato una sfida, per la prima volta sono stata lontana da casa, una sfida che mi ha fatto acquisire tanta sicurezza in me stessa, tanta autostima e mi ha fatto capire l’importanza di conoscere l’inglese».
La prossima tappa del progetto dovrebbe svolgersi in Romania dal 31 marzo al 4 aprile. L’uso del condizionale è d’obbligo ai tempi del Coronavirus.

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