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Il ponte del Neto non gode di buona salute dal 2005

Un articolo comunicato questo del 2005,  non ascoltato dagli enti preposti, e siamo nel 2012

LaRedazione

CIRO', sabato 28 Luglio 2012.

Che il ponte del Neto non fosse in buona salute si sapeva già, quando  dalle pagine di alcuni gionali locali nel lontano metà marzo del 2005 un ambientalista cirotano scriveva:” Il fiume Neto, a pochi metri dal ponte della statale 106 tra i comuni di Crotone e di Strongoli, è oggetto di ripulitura del letto, con mezzi meccanici, vista la presenza di detriti che restringono il normale flusso d’acqua, e per arginare il problema di straripamento durante le stagioni piovose. Ma chi esegue i lavori “straordinari” e chi li ha ordinati, dimenticano che a poche decine di metri dal punto in cui stanno prelevando sabbia dal letto, c’è il ponte della statale 106 che certo non è una struttura nuovissima, e potrebbero causare danni di assestamento, e comunque l’ampia apertura ad imbuto creatasi, visto che a valle del ponte la larghezza si restringe, può provocare in caso di eccessiva piena, ulteriori danni. E come se non bastasse, a qualche centinaia di metri, dopo il secondo ponte, quello della linea ferroviaria, inizia la zona “SIC”(Sito di Interesse Comunitario IT9320095),una zona questa di riqualificazione ambientale, per la presenza di flora e fauna protetta.

Cosa succederĂ  se in caso di siccitĂ  come lo è stato il 2000, per l’enorme voragine prodotta nel corso dei lavori, l’acqua non irriguerĂ  piĂą tutta l’area della zona “SIC”, poichĂ© il grande flusso d’acqua si fermerebbe ben lontano, o potrebbe ridursi ad un rigagnolo di acqua che attraverserebbe solo una piccola parte della zona speciale. Tutto il letto del fiume è disseminato di fitta vegetazione tra cui Tamerici e Salici, dove trovano rifugio e habitat i numerosi uccelli migratori, oggi purtroppo queste piante, sono state giĂ  sradicati dal letto del fiume, nel tratto interessato dai lavori, tra l’altro attualmente ancora in corso. I lavori si fanno sicuramente per dare sicurezza alle abitazioni disseminate lungo l’argine del fiume, magari costruite anche su territorio demaniale o comunque nella fascia di rispetto del fiume, ma chi darĂ  invece sicurezza alla sopravvivenza dello stesso fiume, all’area SIC, e alla staticitĂ  del ponte ?”. Un articolo-comunicato questo,  non ascoltato dagli enti preposti, sono passati sette anni e naturalmente la situazione è peggiorata, il ponte va restaurato e rinforzato prima delle nuove piene del prossimo inverno, e siamo nel 2012.

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