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Sequestrate anguille e cavedani pescati nel fiume Neto illegalmente

I pesci venivano storditi con la corrente elettrica, prodotta da un generatore portatile a scoppio

Comunicato del Corpo Forestale dello Stato

santa severina, sabato 04 Agosto 2012.

Pesce e attrezzatura sequestrata

Diversi chili di anguille e cavedani sono stati sequestrati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato della Stazione di Santa Severina. Tre persone originarie di Petilia Policastro, Santa Severina e Cotronei sono stati deferiti all’autorità giudiziaria in quanto nel fiume Neto all’interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS) pescavano illegalmente. Le indagini che da giorni portavano avanti, gli uomini diretti dal Comando Provinciale di Crotone, attraverso appostamenti hanno inchiodato alle loro responsabilità tre persone dai 50 ai 60 anni che con un generatore di corrente portatile, a scoppio, pescavano di frodo anguille e cavedani. Sembra, dalle indagini, che gli stessi fossero dediti a tale attività in maniera ricorrente in quanto il generatore, utilizzato, era stato adattato al trasporto a spalla e che gli elettrodi che venivano posti a contatto dell’acqua per stordire i pesci, mediante la corrente elettrica, fossero di fattura artigianale. Dal fatto sono scaturiti il sequestro dei pesci, poi distrutti, dell’attrezzatura (generatore, sostegno e retino) e la denuncia alla Procura della Repubblica di Crotone, degli autori del reato, per pesca con mezzi non consentiti, in concorso di persone, all’interno di un’area protetta.

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