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In possesso di fauna selvatica protetta, denunciati tre cacciatori

Sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Caccuri, unitamente al personale del Nucleo Guardie Giurate del W.W.F., gruppo di Crotone

Comunicato dei Carabinieri

Caccuri, lunedì 19 Dicembre 2016.

in-possesso-di-fauna-selvatica-protetta-denunciati-tre-cacciatori2Carabinieri della compagnia di petilia policastro nei servizi anti bracconaggio.
I militari della Stazione di Caccuri (KR), unitamente al personale del Nucleo Guardie Giurate del W.W.F., gruppo di Crotone, hanno denunciato tre cacciatori, originari della provincia di Vicenza, i quali erano in trasferta alle pendici della Sila, dove avevano appositamente organizzato una battuta di caccia per procacciarsi fauna selvatica da riportare a casa per l’imminente periodo Natalizio.
in-possesso-di-fauna-selvatica-protetta-denunciati-tre-cacciatori1A seguito di un servizio congiunto volto alla repressione del bracconaggio nelle zone di caccia alle pendici dei monti della Sila eseguito dai Carabinieri e personale della W.W.F.,I tre cacciatori, C.R. nato a Valdagno (VI), muratore sessantatreenne, P.L. nato ad Arzignano (VI), metalmeccanico dell’84, e T.L. nato a Valdagno (VI), artigiano trentunenne, venivano trovati in possesso di ben 22 “fringuelli” abbattuti, tutti facenti parte di fauna selvatica protetta, ed un “verzellino”, appartenete a specie particolarmente protette dalla Convenzione di Berna.
Per tale motivo, nel medesimo contesto, si è proceduto al sequestro delle armi e munizioni in possesso ai tre, armamento composto da:
–    nr. 492 cartucce  per fucile di vario calibro;
–    nr. 1 fucile semiautomatico, marca  Benelli, calibro 12;
–    nr. 1 fucile semiautomatico, marca Benelli calibro 20;
–    nr. 1 fucile semiautomatico, marca Breda calibro 12;
I tre sono stati deferiti per concorso in uccisione di esemplari di specie di animali o vegetali selvatiche protette e per la violazione di diverse norme per la protezione della fauna selvatica, per i quali si rischiano un’ammenda di oltre 12.000€ oltre al rischio della revoca del porto d’armi per uso caccia e la perdita dei requisiti prescritti per lo svolgimento dell’attività venatoria.

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