Caos nel servizio di recapito postale: parte un nuovo progetto sulla nuova riorganizzazione

Le novità introdotte hanno caratterizzato una rimodulazione delle zone con un conseguente taglio, accorpamento di bacini di recapito e ampliamento delle fasce orarie lavorative, senza però provvedere contestualmente ad aumentare la forza lavoro.
Un progetto costruito su dati che non rispecchiano la realtà; Le zone di consegna sono state fissate in base ad un algoritmo, che oltretutto non conosciamo, ma andrebbero riviste e corrette, basti guardare la situazione allarmante in tutto il territorio provinciale dove i portalettere si trovano ogni giorno a coprire chilometri di territorio percorrendo un itinerario non adeguato e senza tener conto delle forti problematiche interne dal punto di vista logistico.
Tutto ciò sta procurando un importante giacenza di posta presso i centri, ritardi nella consegna di oggetti postali già scaduti, e forte malessere e demotivazione tra i dipendenti nonostante tutta l’abnegazione e il senso del dovere messo in atto.
Un vero e proprio “problema sociale” che mette a rischio quotidianamente l’incolumità dei lavoratori costretti a scontrarsi con una clientela agguerrita e arrabbiata.
Chiediamo il rispetto delle regole, e chiediamo che il progetto venga rivisto nel territorio della provincia anche alla luce delle criticità emerse e ammesse anche dalla stessa azienda.
Pertanto ci vediamo costretti ad attivare tutte le iniziative necessarie anche al livello locale, compreso il ricorso ad organismi esterni ed istituzionali a tutela del patrimonio di credibilità dei lavoratori di Poste Italiane.