NOTIZIARIO DEL COMPRENSORIO CALABRESE

Lettera aperta alla Commissione Straordinaria del Comune di Cirò Marina

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’Avv. Teresa Paladini

Cirò Marina, giovedì 26 Marzo 2020

Egr. Dott. Girolamo Bonfissuto, Commissario Prefettizio del Comune di Cirò Marina,
Egr. Dott. Gianfranco Ielo, Funzionario Economico Commissione Straordinaria,
rivolgo questa mia agli Organi che oggi amministrano il mio paese e che si trovano altresì a gestire un Ente in dissesto che deve affrontare anche gli effetti della emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Covid-19, per sollecitare un vostro segno di vita.
Il 2020, per i miei concittadini, non è certo iniziato con i migliori auspici.
Già dal mese di dicembre 2019 avete disposto e fatto eseguire la notifica di migliaia di avvisi, intimazioni, ingiunzioni, per recuperare alle casse comunali tributi e imposte che per anni sono rimasti nel limbo o nei cassetti di qualche esuberante assessore, sicuramente nel pieno esercizio delle vostre funzioni e nel rispetto del mandato, seppur governativo, che vi è stato conferito.
La scrivente, da avvocato e da cittadina, ha raccolto e ascoltato le innumerevoli ragioni che i destinatari di quegli atti hanno esposto per spiegare le difficoltà, i sacrifici, le rinunce che avrebbero dovuto affrontare se avessero dovuto pagare immediatamente tutte le somme che voi avete richiesto.
Sono un avvocato, egregi Commissari, e nell’esercizio della mia funzione e della mia professione, ho invitato tanti cittadini a valutare la possibilità di opporsi alle vostre richieste che, a parer mio, non sempre e non tutte possono ritenersi legittime.
Ma di questo ne discuteremo davanti ad un Giudice.
A distanza di pochi mesi, quegli stessi cittadini – come tutti i cittadini italiani – stanno vivendo, anzi subendo, gli effetti catastrofici di un invisibile nemico che confidenzialmente e con paura chiamiamo “coronavirus”.
Ma a differenza dei vostri avvisi, delle vostre ingiunzioni, delle vostre intimazioni, l’invisibile nemico che pare stia circolando anche fra le nostre belle strade, da poco sistemate e pulite, con gli alberi spuntati e il trucco rifatto, spaventa a morte i miei concittadini, come spaventa me d’altronde, annullando del tutto la preoccupazione di dover pagare quei tributi.
Ma la paura che ci tiene compagnia sin da quando apriamo gli occhi al mattino e ci accompagna a letto, stanchi e agitati la sera, purtroppo non cancella quegli atti, non li annulla e, anzi, come dei Super Eroi, quegli atti resistono anche alla pandemia che si è abbattuta e ha stravolto la nostra vita e, quando ritorneremo alle nostre vite – perché così sarà! – dovremo ritornare a fare i conti ancora con Voi.
E allora la sottoscritta, che certamente non avrà suscitato la simpatia del Dr. Bonfissuto per essere stato citato in un proprio post su un social – ma, ahimè, ancora non ci hanno limitato la libertà di pensiero e di espressione – si sta chiedendo cosa farà la Commissione Straordinaria del Comune di Cirò Marina di tutti quegli atti ed avvisi notificati, considerato che dovrà governarci ancora per qualche altro mese, fino a quando i cittadini finalmente potranno ritornare ad esercitare il primo, il più importante, il più prezioso diritto costituzionale: quello del voto democratico, libero, consapevole.
Più direttamente vi chiedo di farci sapere se tutti gli atti di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e i contenziosi, che sono sospesi grazie al D.L. “Cura Italia” – nome tanto improprio quanto subdolo – dal giorno 8 marzo al 31 maggio 2020, verranno
immediatamente messi in esecuzione con la ripresa della decorrenza dei termini o della acquisita definitiva esecutività?
E poi vi chiedo di farci sapere cosa avete intenzione di fare con tutti quegli atti che sono divenuti definitivi e quindi esecutivi prima della data dell’8 marzo.
Cosa farete, invece, per i tributi, imposte ed oneri vari che non sono sottoposti ad alcun sospensione – vista la bugia contenuta nel D.L. Cura Italia – e che potreste già chiedere nel corso di questo anno nefasto e funesto?
Se in questi due anni di governo di un paese tanto bello quanto sfortunato come il mio, ne avete conosciuto il tessuto sociale, saprete bene che i miei 15.000 compaesani non sono tutti dei ricchi proprietari fondiari, né industriali e tantomeno facoltosi imprenditori.
I miei concittadini sono per la maggior parte operai, dipendenti pubblici e privati, liberi professionisti, piccoli imprenditori, ditte individuali, tanti agricoltori e chi produce il nostro rinomato e mai troppo difeso Vino Cirò.
Ma vi sono anche tante, troppe famiglie senza reddito fisso, tanti giovani disoccupati, tanti studenti fiduciosi, tanti lavoratori sommersi e senza tutela.
E visto che Cirò Marina è un paese affacciato sul magnifico Ionio, dal questo mare tanti amici, tanti concittadini, hanno ricavato il loro reddito, hanno creato lavoro, costruendo con sacrifici nel corso di tanti anni, stabilimenti balneari, piccoli e dignitosi lidi, importanti alberghi e poi ristoranti, trattorie e bar, pizzerie, luoghi tanto vivi durante l’estate quanto tristi nel corso dell’inverno.
E infine vi sono le donne, tante belle e preziose le donne del mio paese, quelle che si prendono cura dei propri figli, che accolgono i mariti stanchi alla fine della giornata, quelle che riescono ad apparecchiare il tavolo e coprirlo di cibo anche quando non ci sono soldi per fare la spesa, quelle che fanno la fila alla posta per il genitore anziano e malato, quelle che riescono a moltiplicare il tempo per rassettare casa, cucinare, accompagnare i figli a scuola, fare la spesa, pagare le bollette, andare dal medico o magari solo scambiare due parole con l’amica del cuore per poi ritornare a scuola a recuperare i figli e portarli a casa dove li attende il buon pasto caldo preparato dalla mamma, tutto nell’arco di due/tre ore!!
Di questa gente è fatto il mio paese, di esseri umani che oggi vivono chiusi in casa con la paura del domani, di cui nessuno sembra essere più così certo possa essere simile al nostro ieri, certamente non uguale.
A questi cittadini, cha a gran voce vi hanno chiesto di dare un segno di solidarietà e di interessamento – perché questo abbiamo in realtà chiesto reclamando la sanificazione del paese! – cosa intendete dire, oggi, se decideste di voler dimostrare di essere degli uomini, degli esseri umani, prima ancora di essere degli Organi?
Cosa pensate che un paese, che si sente abbandonato dalle istituzioni, seppure non elette (ma poi che differenza c’è?), voglia sentirsi dire per essere rassicurato, per avere fiducia in un prossimo futuro che appare oggi incerto e che fa paura, forse più dell’invisibile nemico che circola libero fra le nostre case?
Nessuno ha chiesto denaro, nessuno ha chiesto che ci facciate la spesa e ce la portiate a casa, neppure abbiamo chiesto che ci paghiate le bollette o il mutuo che continuano inesorabilmente ad arrivare puntuali. Abbiamo chiesto di farci sentire il vostro
interessamento, che vi preoccupate per noi, che ci siete vicini, rassicurarci del fatto che non siamo soli!
Non posso io indicarvi il modo, il mezzo, per farci sentire la vostra presenza e la vostra vicinanza, ma sono certa che come in passato, trovereste come farlo, volendolo.
Con osservanza e rispetto, una cittadina di Cirò Marina che non si arrende!

La Redazione