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Cirò Marina, WWF Crotone: Tartaruga rimane incastrata in una rete, salvata dal naturalista Mario Pucci

Salvata grazie anche al Veterinario Bruno e alla squadra di recupero composta da Paolo Asteriti, Franco Venturino e Silvio Cimbalo del WWF Crotone

La Redazione

Cirò Marina, domenica 29 Marzo 2020.

Tra i tanti danni portati dalla scorsa mareggiata sul litorale crotonese c’è sicuramente una bella notizia, il ritrovamento sulla spiaggia di Cirò Marina di una tartaruga caretta caretta. L’animale, una femmina del peso di 10,5 kg e della lunghezza di poco più di 30 cm, probabilmente rimasta incastrata in una rete, è stata trovata dal naturalista Mario Pucci che l’ha portata dal socio e veterinario Giuseppe Bruno che ci ha subito allertati. La squadra di recupero composta da Paolo Asteriti, Franco Venturino e Silvio Cimbalo, dopo aver comunicato il ritrovamento agli enti preposti e recuperato l’esemplare lo portava alla clinica del Dott. Raffele Manica, dirigente sanitario del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Caporizzuto, il quale visitata la tartaruga e prestato le prime cure, forniva la terapia necessaria. Attualmente l’esemplare si trova presso il CTRM dell’AMP Caporizzuto, quotidianamente assistita da Giulio Sestito e a turno da una equipe di giovani professionisti, opportunamente formati l’anno scorso dal Professore Antonio Di Bello docente e grande esperto di tartarughe marine dell’Università di Bari. Ci tengo a ringraziare tutti i soci del WWF Provincia di Crotone e i tanti volontari dei Campi estivi perché se non fosse per loro oggi la struttura sarebbe chiusa. Al momento l’associazione oltre ad avanzare l’ultima tranche del progetto finanziato dalla Regione Calabria, che ha permesso di rilanciare un Aquarium che è l’ultimo Centro di Educazione Ambientale ancora aperto nella Provincia di Crotone, deve ancora percepire 13.000€ dalla provincia di Crotone da ben 4 anni. Abbiamo preso l’impegno di gestire gratuitamente la struttura fino al 30/06 e sicuramente lo faremo anche se abbiamo avuto la disdetta di tutte le scuole con le quali avevamo iniziato un percorso di educazione ambientale. Credo che il CEAM (Centro di educazione Ambientale Marino), in collaborazione con il territorio e le varie associazioni di Caporizzuto, possa essere il fiore all’occhiello dell’Area Marina Protetta, un punto di riferimento come Centro di Recupero, ma anche uno spazio per l’educazione ambientale e di questo ne siamo sicuri (basta vedere le numerose prenotazione di quest’anno o l’entusiasmo delle diverse scolaresche che ci hanno visitato). Noi lotteremo fino alla fine augurandoci che la classe politica faccia la sua parte.



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