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Lettera per il signore che amava tanto la sua vigna

La lettera di Elisabetta Turano, che vive a Milano, ma è originaria di San Nicola dell’Alto, ogni tanto ritorna nel suo paese d’origine per stare vicino a sua madre, Letizia Chiarelli

La Redazione

San Nicola dell'Alto, lunedì 20 Aprile 2020.

Non conosco la vittima, né i famigliari ma quando ho appreso la notizia della morte dell’anziano signore di Cirò Marina, mi è venuto in mente mio padre, deceduto nel mese di gennaio, anche lui profondamente legato alla sua campagna che quasi considerava la propria madre.
La tua esistenza non avrà fine in questa buia e scucita pagine della nostra storia, una pagina che il sole della Memoria non avrà paura di abbracciare, perché il sole non ha pregiudizi. Questo sole palerà di te, alla tua vita, alla tua campagna e alla tua libertà. Come aquila tarpata ingiustamente nei suoi voli, così tu ti sentivi prigioniero senza reato e sognavi di poter volare ancora. Così sarà, per sempre!
Ora sei in un mondo nuovo, dove non mancherà la luce della vita, dove coltiverai i semi dell’amore per i tuoi cari e non la solitudine imposta da un mostro invisibile e senza pietà. Non avrai più paura per le piante strappate dalla pioggia e dai venti, un’eterna primavera riuscirà a capire quello che provavi e che forse sfugge ai più.
Ora sei la vittoria e non più la rinuncia, sei il successo e non più la sconfitta, sei l’immensità al di là di ogni confine, sei come gli alberi dai secolari tronchi che perdono le foglie ma non la loro essenza. Non esistono gabbiani che non conoscono il mare, ora non ci sono ombre ad oscurare il tuo splendore.

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