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Conseguenze psico-emotivi nei bambini e adolescenti durante il percorso Covid-19

I consigli della Dott.ssa Tonia Colella, Psicologa, rivolti ai genitori che si trovano ad affrontare questa difficile situazione con i propri figli

La Redazione

, lunedì 18 Maggio 2020.

Per frenare la diffusione da Covid-19 il Governo
Italiano ha disposto una serie di misure per contenere e gestire l’emergenza
epidemiologica tra cui la chiusura, a livello nazionale, delle
scuole di ogni ordine e grado. Si stima, infatti, che 7,5 milioni di studenti
italiani sono in casa per la sospensione
dell’attività didattica iniziando ad adoperarsi con l’home schooling, ossia lo
studio da casa.
Le scuole di ogni ordine e grado hanno compiuto
in tempi brevissimi enormi sforzi per attivare ed erogare la DaD garantendo
così che l’apprendimento scolastico non sia ininterrotto. Sebbene l’home
schooling abbia realizzato sforzi altamente elogiabili è importante
sottolineare che il lockdown prolungato potrebbe aver avuto effetti negativi
sulla salute fisica e mentale di bambini e adolescenti perché hanno dovuto
cambiare le loro abitudini e routine quotidiana, sono diventati meno attivi, i loro
ritmi di sonno sono più irregolari e le diete alimentari meno equilibrate con conseguente
modificazione del peso. Lo stress prolungato dall’isolamento, la paura di contrarre
l’infezione, la noia, le informazioni dei mass-media e dei social inadeguate, l’assenza
di con-tatto fisico con i compagni di
classe, gli amici, i parenti e gli insegnanti, la mancanza di spazio di libero
movimento fisico e psicologico, le difficoltà economiche che molte famiglie
stanno affrontando, possono avere effetti ancora più problematici e duraturi su
bambini e adolescenti palesandosi in maniera più incisiva in questa fase di
ripresa generando “l’overthinking”
ossia un aumento di pensieri intrusivi e ricorsivi che generano ansia nella
fase 2 minacciando, così, il proprio benessere emotivo. Ora più che mai è
fondamentale la figura degli adulti educatori, in primis genitori e insegnanti,
che possono diventare un modello positivo per i giovani. La sospensione dell’attività
didattica in aula ha portato gli insegnanti svolgere un lavoro
esemplare sia nella didattica, continuando a migliorare l’apprendimento
scolastico, sia nel creare una “didattica
di vicinanza”
, ovvero offrire agli studenti l’opportunità di interagire e dialogare
con loro di vari temi ed esperienze della situazione attuale responsabilizzandoli
e motivandoli a continuare a condurre uno stile di vita sano a casa, incentivandoli
ad aumentare le attività ricreative, a seguire una dieta equilibrata e varia, a
leggere un libro, a guardare un film, ad usare le misure di contenimento da
contagio quando escono, etc. Coloro che sono riusciti a costruirsi uno stile sano
durante il lockdown  potrebbero mostrare
uguali capacità di adattamento nella fase 2 consapevoli di non vanificare in
questo momento di ripresa l’impegno impiegato durante l’isolamento con
comportamenti inadeguati e irresponsabili.

I genitori devono essere modelli di comportamento
sano per i loro figli osservandoli ed identificando eventuali difficoltà fisiche
e psicologiche dovuti all’isolamento prolungato. Per poter essere efficace il
genitore, in questa fase, deve innanzitutto riconoscere le sue emozioni, e poi
quelle del proprio figlio partendo dall’evitare di negare di avere paura ad
uscire perché più si nega la paura più le diamo forza e spinta per risalire dal
basso verso l’alto acquisendo sempre più forza e rischiando di trasformarsi in
ansia e panico. È importante che il genitore spieghi le regole della fase 2 del
Covid-19, usando una comunicazione semplice  e adoperando parole adatte all’età del proprio
figlio, per esempio invece di usare il termine “impaurito” si potrebbe dire preoccupato, impensierito, turbato,
etc. I bambini e gli adolescenti, in questi mesi, sono stati costantemente
esposti a notizie relative all’epidemia, adesso è importante avere con loro
conversazioni dirette sul fatto che la paura può essere utile perché, fino ad
un certo livello, serve a proteggerci, perché ci stimola a continuare ad adottare
le misure di prevenzione e sicurezza come lavarci le mani, indossare la
mascherina, tenersi a distanza dagli altri, continuare con l’home schooling,
tutti strumenti messi in atto per contenere ed evitare il contagio. Considerare
la situazione che stiamo vivendo come una buona opportunità per migliorare e
rafforzare l’interazione tra genitori e figli, aumentando i tempi di ascolto
reciproco, attività difficile da mettere in pratica ma fondamentale, e
amplificando i livelli di consapevolezza relazionale fornendo al bambino o
adolescente il tempo per esprimere le sue emozioni aiutandolo a riconoscerle e
gestirle consapevoli che non siamo vincolati dall’orologio e dagli affanni
quotidiani.

La ripresa dall’isolamento prolungato deve
essere realizzato con delicatezza e step
by step
, ciò vale sia per grandi sia per piccolini. La parola d’ordine è
gradualità accompagnata da buon senso e intelligenza.

È responsabilità di tutti fare in modo che l’impatto
fisico e mentale della situazione COVID-19 su bambini e adolescenti sia ridotto
al minimo e per rispondere alle difficoltà, che molte persone stanno vivendo,
molti psicologi ed Enti del Terzo Settore nella nostra provincia si sono
adoperati in questi mesi ad attivare servizi online di consulenza gratuita per
tutti coloro che percepiscono ansia e paura nei cambiamenti attuali e futuri
del Covid-19 e ritrovare il benessere psico-emotivo.

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