...


Pandemia Covid19: Crotone la città dei tre millenni

La nota di Giovanni Procopio
già consigliere comunale di Crotone

La Redazione

Crotone, lunedì 18 Maggio 2020.

In quest’ultimo periodo di ferie forzate
sto leggendo e ascoltando molte notizie concernenti la pandemia Covid19 . 
E tutti gli esperti ,  pur tra mille distinguo, si stanno confrontando per
cercare un nuovo modo di stare nella società complessa e tutti concordano con
la straordinarietà dei tempi che stiamo vivendo e che potrebbe mettere in serio
pericolo la nostra stessa esistenza come specie.  Tralasciando per il
momento tutte queste questioni in cui l’ambiente terrestre è fortemente
condizionato a scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione
umana  mi sono soffermato, molto più umilmente, sulle questioni che
riguardano la mia città.  

In ordine temporale mi ha molto
impressionato l’ultima manifestazione in delle categorie produttive cittadine
scese in piazza  per chiedere sostegno al comune proponendo 
l’utilizzo delle roilatys a loro favore . Richiesta  che comprendo , dato
il periodo particolarmente difficile che viviamo  ,  ma su cui non
concordo , perche io credo che queste richieste non vanno rivolte al comune ,
non è l’interlocutore giusto , ma vanno rivolte, casomai , all’Eni . Alla
multinazionale creata dallo stato e con la quale è arrivato il momento di aprire un
tavolo Crotone . Dopo oltre 40  anni di estrazione di metano dal
sottosuolo crotonese  è giunto il momento di un confronto serio e qualificato in grado di
proporre al colosso a sei zampe una nostra idea progettuale complessiva 
 del nostro  territorio . Un progetto da condividere senza il 
cappello in mano e senza l’arroganza parolaia che ci ha caratterizzato sino ad
oggi ma sedendoci a questo tavolo con le idee chiare e considerando l’Eni un
partner con cui trovare punti d’intesa e non un nemico , anche se , a dire il
vero, il loro atteggiamento nei nostri confronti  non è stato mai
amichevole . Su questo la deputazione crotonese a Roma ,  rinforzata nei
giorni scorsi  dalla presenza dell’onorevole Torromino ,  dovrebbe
condurre una battaglia comune senza distinzioni ideologiche o partitiche ,
ricordando loro che l ‘ Eni nei nostro confronti non ha solo un debito morale
per i danni ambientali arrecatoci ma ha un debito rappresentato dalle cose da
fare e mai realizzate. Dallo studio della subsidenza passando per il gas
devottariato per arrivare sino alla misconoscenza della  sentenza del
danno ambientale che sembra essere sparita nel nulla,  e con la sentenza
sparita nel nulla anche  la commissaria Belli e i progetti  che
dovevano risarcire la citta per oltre setantamilioni di euro . Ricordando alla
nostra deputazione romana  che tra due anni la sentenza non avrà più valore e che
sino ad oggi,  e per quello che è  a mia conoscenza,  nessuno ha fatto nulla per
darezseguito a quella sentenza . E ricordando ancora alla nostra deputazione,
ove ve ne fosse bisogno ,  che quelle risorse  non hanno a che vedere
nulla con la bonifica ma sono un ristoro alla comunità per i danni subito nel tempo . Non
credono i nostri rappresentanti istituzionali che sia giunto il momento di
chiedere al ministro competente di attivarsi per nominare il nuovo commissario
e procedere in modo da cantierare sul territorio quelle ingenti risorse
che,  assieme a  tante altre risorse disponibili , ricordo antica
Kroton e agenda urbana , potrebbero cambiare il volto della nostrs città ? 

A questo riguardo , proprio ricordando il
nostro atteggiamento nei confronti dell’Eni , una considerazione la voglio fare
. Una considerazione sui tanti no , a prescindere, e sui tanti si , anche in
questo caso a prescindere anche se rispetto ai no questi si sono stati e
sono  tutti interessati, che hanno caratterizzato gli ultimi anni della
nostra storia. Come non ricordare che sono trent’ anni che la città aspetta la
svolta e ogni volta che viene proposta un opportunità  ci dividiamo in guelfi e ghibellini
, senza però andare nel merito e cercare di capire quale potrebbe essere la
proposta più giusta e più utile . 

Mi viene in mente la base militare 
degli  F16 e il progetto turistico Europaradiso . E penso , 
 notizia di questi ultimi  giorni , all’hub del gas naturale 
per il rifornimento delle grandi navi . Anche in quest’ultimo caso
immediatamente una levata di scudi da parte della parlamentare cinque stelle
che , assumendosene tutte le responsabilità,  ha subito posto e opposto
il suo no. Un no ideologico  . A prescindere. Anche in questo caso, 
senza entrare nel merito,  voglio ricordare che dal  2030 molte di
queste ammiraglie del mare , tra le quali anche le navi da crociera, dovranno
essere in grado di utilizzare il metano per almeno il 50%  dei loro
consumi . Un opportunità per la nostra città che di primo acchito mi sentirei di sposare immediatamente e che in
ogni caso andrebbe valutata con serenità e senza paraocchi.  Anche se
un piccolo rammarico mi sovviene . Non avere,  ancora oggi e nonostante la
creazione della società Marina spa già in liquidazione , un porto turistico degno di questo nome. E 
non avere un porto dove fare  attività di rimessaggio . E nonostante
tante criticità trovo quella proposta ,  come  ha gia fatto l’amico
Alessio Critelli , una seria opportunità che può aiutare  e potrebbe 
dare un senso a quello che da slogan può diventare realtà e che
Crotone realmente  da città sul mare possa  diventare   , com’è giusto che
sia, una città di mare  .

Per ultimo, e non perché sia il meno
importante,  anzi il contrario , la questione Piano Strutturale Comunale .
PSC che nelle intenzioni del legislatore ha sostituito il vecchio e superato
Piano Regilatore Generale . Il PSC per la nostra città è una questione seria e complessa e
trovo estremamente intrigante l’idea dell’avvocato Grillo che  per la
stesura del piano strutturale comunale  auspica il coinvolgimento
dell’architetto Renzo Piano . Sicuramente l’avvocato Grillo è a conoscenza
del fatto che il progetto Antica Kroton è un progetto che per quantità di risorse
in campo è secondo solo al progetto di  Pompei così come
sicuramente saprà che questo progettoancora allo stato embrionale  va rivisto e
va inserito organicamente nel nuovo piano strutturale comunale come congiuntura
ideale tra passato  presente e futuro. E questo strumento , assieme a
tanti altri strumenti che ci sono ,  possono cambiare il  volto di
Crotone . E possono dare  occupazione  e benessere. Ma tutto
questo  deve essere ragionato e condiviso con tutti gli attori in campo
senza divisioni e senza contrapposizioni , coinvolgendo anche la commissaria
straordinaria che in questo momento, pur tra tante contraddizioni che hanno
caratterizzato la sua attività sino ad oggi ,  può , a mio avviso , svolgere un attivita di mediazione 
neutrale  in un tavolo di confronto in cui devono essere presenti
istituzioni e cittadini . E questo a una condizione . Che il commissario
straordinario non può più rinviare ed aprire le porte del palazzo
comunale affinche si apri un confronto vero e positivo per i crotonesi.



image_print
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *