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Appello a tutti i Docenti Educazione Fisica: “il 20 Maggio dedichiamo ad Aldo Moro un’ora di Educazione Fisica, a 42 anni dalla sua scomparsa”

A comunicarlo sono alcuni Docenti di Educazione Fisica e Laureandi in Scienze Motorie

Oscare Grisolia

Crotone, martedì 19 Maggio 2020.

Nell’anniversario
della strage di via Fani (16 marzo 1978), nella quale furono assassinati dalle
Brigate Rosse i cinque uomini della scorta di Aldo Moro, allora presidente
della Democrazia Cristiana, l’uomo del “compromesso
storico” 
(ricordiamo
chefu rapito
mentre si stava recando in Parlamento dove si votava la fiducia al primo
governo con il sostegno dei comunisti)
poi ucciso il 9 maggio dopo
55 giorni di prigionia, vogliamo
ricordarlo sotto un aspetto ancora poco conosciuto: quello di “Padre
dell’Educazione Fisica” nell’Italia repubblicana.

Aldo
Moro è stato Ministro della Pubblica Istruzione a Viale Trastevere con i
Governi Zoli e Fanfani dal 19 Maggio 1957 al Giugno del 1959 ed è stato anche l’estensore
della Legge  N° 88 del 7 febbraio 1958,
che è stata certamente una pietra miliare nella sua storia, in particolare nel
periodo della  ricostruzione dell’Italia nel
dopoguerra.

In
quel decennio furono istituiti i corsi dell’ISEF Statale di Roma(1952), Istituti
Superiori per la preparazione dei docenti di Educazione Fisica, e subito dopo,
nel 1955, il CIO assegnò all’Italia i Giochi Olimpici da disputarsi a Roma nel
1960. Intanto nel 1954 era nato il Servizio Centrale di Educazione Fisica e
Sportiva presso il Ministero della Pubblica Istruzione. Come si vede, questi
sono tutti eventi che, sommati alla Legge “Moro” del 1958, resero il periodo
denso di novità e attività a favore dell’Educazione Fisica, con aperture
notevoli allo sport scolastico.

La
Legge “Moro” divenne di fatto, per l’introduzione dell’attivitĂ  sportiva
scolastica, la piĂą imponente, duratura, partecipata e coinvolgente preparazione
della gioventĂą sportiva ai Giochi Olimpici del 1960, poi tramutatasi in una
preziosa eredità per la gioventù sportiva del nostro Paese. Il periodo che si apre con la Legge “Moro” è infatti fra
i più positivi che si ricordino per l’Educazione Fisica: ha contribuito alla
piena ricollocazione dell’insegnamento fra quelli curriculari, anche per le
nuove leve dei docenti provenienti dall’ISEF statale di Roma e dagli ISEF
pareggiati che iniziarono a diffondersi proprio dal 1958.

La Legge del 7 febbraio 1958
disciplina in forma organica tutta l’Educazione Fisica, con il riconoscimento
della materia come obbligatoria, organizzata in squadre maschili e femminili,
prevedendo esercitazioni complementari di avviamento alla pratica sportiva e l’istituzione
dei Gruppi Sportivi Scolastici,
che grazie all’azione non secondaria del CONI di Giulio Onesti
istituirono dunque nel 1968 i Giochi della GioventĂą e in seguito decretarono il
rilancio dei Campionati Studenteschi.

 Vi è stabilita l’organizzazione di un apparato
funzionale a garantire la gestione dello sport scolastico a livello
ministeriale, con l’Ispettorato Centrale di Educazione Fisica formato da cinque
Ispettori e con un livello periferico in ogni provincia alle dipendenze del
Provveditore agli Studi per l’organizzazione 
e il  coordinamento del Servizio
di Educazione Fisica.

Vi sono inoltre stabiliti il ruolo
organico dei docenti con 18 ore di insegnamento settimanali e l’abilitazione
per concorso all’insegnamento. L’idea del legislatore era di riordinare l’assetto
dell’Istituto Superiore di Educazione Fisica statale di Roma dandogli uno
Statuto, cui tutti i successivi ISEF si sarebbero rifatti; è noto che questi
Istituti hanno determinato la storia dell’Ed. Fisica in Italia per quaranta
anni, preparando generazioni di docenti di questa materia, con un giusto
connubio tra materie teoriche e pratiche.

Cosa
rimane oggi della Legge “Moro”?

Escludendo le due ore settimanali di lezione, negli ultimi venti
anni è rimasto ben poco della sua intelaiatura. Le ore di avviamento alla
pratica sportiva, da 24 al mese si sono ridotte drasticamente. Inoltre, l’Ispettorato
Centrale di Educazione Fisica, che per anni ha vegliato sulle numerose
problematiche della nostra materia (si pensi solo a quello delle palestre,
spesso mancanti) e sul corretto utilizzo dello sport a livello scolastico, nel
1999 è stato sostituito dalla Direzione Generale per lo Studente per le
politiche giovanili e per le attivitĂ  sportive. Gli Istituti Superiori di
Educazione Fisica nel 1998 sono stati sostituiti da FacoltĂ  e Corsi di laurea
di Scienze Motorie, con notevoli differenze tra UniversitĂ  e con indirizzi
spesso lontani dalle esigenze della scuola, mentre l’ISEF era nato originariamente
per formare i docenti di Educazione Fisica. La legge di stabilitĂ  190/2014 ha
modificato la struttura dell’organizzazione territoriale stabilendo un forte
ridimensionamento della figura del Coordinatore provinciale.

Riteniamo che la Legge “Moro” non rappresenti
solo un passato che non esiste piĂą, piuttosto sia la radice profonda di un presente
vivo, dove l’Educazione Fisica, nell’era della pandemia, della sedentarietà e
della realtĂ  virtuale, attraverso i docenti di Educazione Fisica, da risposte concrete
alle aspettative delle famiglie e alle esigenze delle ragazze e dei ragazzi
dalla scuola dell’infanzia e primaria alla scuola secondaria di I e II grado.

Dello
stesso 1958 è l’introduzione, sempre per opera di Aldo Moro, dell’insegnamento
dell’Educazione Civica in ogni ordine e grado scolastico, insegnamento che,
dopo la sua eliminazione nel 1990, a distanza di trenta anni viene nuovamente
invocato come strumento essenziale di educazione dei giovani ai valori della
nostra Costituzione. Sappiamo quanto l’Educazione Fisica possa assecondare
quella Civica: il rispetto delle regole, il lavoro solidale in squadra, il
senso di amicizia e di sana competizione, l’organizzazione sistematica del
lavoro, il rispetto della natura e via discorrendo  sono  i
valori intrinseci alla nostra materia. Anche questa riflessione ci porta a
vedere Aldo Moro come un “Ministro per i giovani”, avendo dato vita a
un progetto unitario per la loro formazione integrale.

In
conclusione vogliamo ricordare alcune 
frasi di   Aldo Moro:

 â€śQuesto
Paese non si salverĂ , la stagione dei diritti e delle libertĂ  si rivelerĂ 
effimera, se in Italia non nascerĂ  un nuovo senso del dovere
”.

Moro
è stato un martire della democrazia, sommo interprete della cultura del dialogo
e della tolleranza. Egli infatti sosteneva che, quando ci si confronta tra forze
diverse “quale che sia la posizione nella
quale ci si confronta, qualcosa rimane di noi negli altri e degli altri in noi
”.

Sentiamo il dovere di mantenere
vivo il suo ricordo e quello dei fatti che lo hanno visto protagonista: sarebbe
opportuno che le nuove generazioni conoscano la Legge N° 88/1958
sull’Educazione Fisica e la storia di chi ha lottato a costo della vita per
costruire un Paese di diritti e di partecipazione democratica
.

Per questi motivi facciamo appello a
tutti i Docenti di Educazione Fisica, affinchè il 20 Maggio 2020 dedichino la
videolezione di Educazione Fisica ad Aldo Moro “Padre dell’Educazione Fisica”
nell’Italia repubblicana.

Il Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, lo scorso 9 maggio ci ha detto: “
Nel
riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro, ritroveremo anche
talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro”.

La sua lezione è viva ancora oggi, i valori per cui si è battuto sono a
fondamento della vita civile e sociale del nostro Paese; lavoriamo per
continuare a dare loro forza, per rinnovarli e per trasmetterli alle giovani
generazioni, affinché li riconoscano e non li disperdano.

Teresa Gulino – Docente di Educazione Fisica L. S. “Filolao” Crotone

Gino Sisca – Docente di Educazione Fisica I.I.S. “Pertini” Crotone

Mario Curcio – Docente di Educazione Fisica I.C. Cotronei (KR)

Raffaele Villaverde Laureando in Scienze Motorie

Ilenia dell’Amico Laureanda in Scienze Motorie

Danilo Ruggero Laureando in Scienze Motorie



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