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Lettera al mio Paese: quando tornerò!? dedicato a Cirò al tempo del coronavirus

Componimento della prof. Domenica Milena Arcuri R.

LaRedazione

Cirò, martedì 19 Maggio 2020.

Lettera
al mio Paese: quando tornerò!?

Foscolo
scriveva: «né più mai toccherò le sacre sponde,

ove il mio
corpo fanciulletto giacque…»

perché
pensava di non rivedere mai piĂą la patria sua.

Oggi, si
dice che non vi siano confini,

che basti un
battito d’ali per essere vicini

e per
raggiungere la meta desiata e,

infatti,
alla mia terra sempre sono tornata,

alla mia
casa, nello splendido borgo di Cirò, ubicata,

 alla colta Crotone, ivi per breve tempo sono
vissuta

e alla mia
città natale, Cirò Marina,

ove rimasi
ancor piĂą che fanciullina.

Codesta, è in
eterno dal mare lambita e cullata

 come perla in un’ostrica adagiata.

Tutti e tre
questi luoghi persino il sole hanno fatto innamorare,

che si
ripromette, in eterno, di coccolare.

Ora, però, ogni
passo è divenuto una barriera,

non è un
sogno, avvenuto di sera,

che

l’indomani
possa scomparire,

è difficile
pensare di potere presto ritornare,

così le
immagini incantevoli,

solo con gli
occhi del cuore

posso
rimirare.

Quando
ritornavo al mio paese, in qualsiasi mese,

le strade, le
case, la chiesa

mi
procuravano sempre le medesime sensazioni,

fiumi di
irraccontabili emozioni…

Me ne andai
lontano,

ma il mio
Paese

pesca nel
mio cuore

e non si fa
dimenticare,

getta l’amo

e io colgo
il suo amorevole richiamo.

Or, nonostante
il virus-calamitĂ ,

vorria poter
tornare ancora lĂ ,

laggiĂą, al
mio paese,

ov’anche i
vicoli

sembra
m’attendan con le braccia tese.

Quind’ora ti
dico: «Arrivederci e non addio,

caro paese mio!».

Domenica Milena Arcuri Rossi



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