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Al Tirreno Italo e FrecciaRossa, allo Jonio le diligenze

E’ quanto afferma nella nota Domenico Mazza, Cofondatore Comitato per la Provincia della Magna Graecia

La Redazione

Crotone, lunedì 25 Maggio 2020.

Sarà che ad est siamo geograficamente
deallocati dalle direttici di traffico, sara che siamo più tradizionalisti,
chissà! 

Ad ogni modo anche per i trasporti su
ferro, lo Jonio paga il prezzo della periferia, rispetto ai flussi tirrenici.

Negli ultimi giorni, a stretto giro di
posta, sono stati annunciati notevoli investimenti infrastrutturali per la
direttrice Salerno-Reggio, mentre sullo Jonio, ancora, arranca la posa dei
plinti. Si prepara una gara fra Italo e FrecciaRossa che, dal prossimo mese di
giugno, si sfideranno nella contesa passeggeri da trasportare (forse sarebbe
più opportuno esprimersi col termine trasbordare) dalla Calabria Tirrenica
verso il nord Italia. Il tutto mentre sullo Jonio viene ristrutturata qualche
stazione, in attesa che il MIBACT dia il nulla osta alla prosecuzione lavori
d’elettrificazione nel tronco Sibari-Corigliano. 

Certo la nota positiva è che da Sibari
ripartirà FrecciArgento alla volta di Bolzano. 

Ma l’Arco Jonico non è solo
Sibari! 

L’annuncio più roboante, comunque, è
stato fatto dal Ministro dei trasporti, durante l’inaugurazione al cantiere del
terzo megalotto, quando si è annunciata la fattibilità dell’AVR da Salerno a
Reggio Calabria. 

Non c’è che dire, a parole, qualcosa di
meraviglioso! Ma nello specifico cosa riguarda tale investimento? Semplicemente
la rettifica parziale dell’attuale linea Tirrenica tra Battipaglia e Reggio
Calabria e Jonica tra Battipaglia-Metaponto-Taranto. 

Mi chiedo quale sia il senso di un
cospicuo investimento, se lo stesso permetterà al massimo di potenziare le
succitate direttrici fino a 200 km/h, quando al nord si sta programmando una
nuova linea tra Milano e Venezia che permetterà, ai treni veloci, di viaggiare
fino a 350 km/h? Nessuna! Fumo negli occhi, parimenti ai due treni veloci che
saranno predisposti da giugno. Due bolidi che, però, potranno viaggiare
parimenti ad una Ferrari con, sotto al cofano, il motore di una 500.

La ferrovia Tirrenica è obbligata ad un
percorso che segue una linea di costa particolarmente tortuosa: Cilento, Catena
Costiera, le Serre per bypassare la costa degli Dei e la costa Viola. Con
questo non voglio dire che la Jonica sarebbe meglio; per quanto la stessa
disponga di pianure notevoli, resta comunque molto lunga la tratta da Metaponto
a Reggio. 

Possibile che non si pensi alla zona
interna? Da Battipaglia, seguendo la direttrice di Sicignano degli Alburni,
s’accede al Vallo di Diano lungo la valle del Tanagro. Traforando il Pollino
(sarebbe un bel tunnel, ma se si può fare il TAV, si può fare tutto) in un
batter d’occhio s’accederebbe alla valle del Coscile e da qui al vallo del
Crati fino al Savuto, per rivedere il Tirreno verso Lamezia. 

Ad onor del vero, anche Giacomo Mancini,
aveva fatto un pensiero a tale progetto, poi però miseramente abbandonato per
il tunnel dell’Abatemarco. 

Intanto ci sarebbe un risparmio di km
notevole. S’otterrebbe il giusto compromesso alle esigenze Joniche e
Tirreniche, ma sopratutto una linea che sarebbe sin da subito AVAC (velocità
fino a 350 km/h) e non AVR (adeguamento a velocità fino a 200 km/h).
L’argomento è stato trattato anche in un’apposita lettera aperta che l’ex
presidente Mario Oliverio ha indirizzato al Ministro dei trasporti. Nella
stessa si palesava un dispendio economico notevole, per un adeguamento che non
suffragherà le esigenze della moderna mobilità. 

Una linea ferrata ex novo e con caratteristiche AVAC,o comunque solo AV ma con nuovo tracciato, insieme ad un adeguamento del binario Jonico a standard più elevati, permetterebbe all’area Jonica di raggiungere il punto d’innesto all’AV in circa un’ora. Parimenti il Tirreno non sarebbe illuso dall’avere sulla linea attuale, bolidi che andranno al trotto e sulla Jonica terminerebbe la deprecabile condizione di mobilità affidata ancora alle diligenze. 

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2 Risposte a Al Tirreno Italo e FrecciaRossa, allo Jonio le diligenze

  1. Francesco Rispondi

    26 Maggio 2020 at 10:16

    In particolar modo la porzione di fascia jonica che va da Sibari a Catanzaro Lido, è considerata zona morta per qualsiasi tipo di infrastrutture. Abbiamo un enorme potenziale economico, e qualcuno lo sa bene e ci tiene le ali legate, altrimenti sarebbe la fine del malaffare, della corruzione, della criminalità organizzata e della politica mangiona.

    C’è un unica strada fatiscente e pericolosa oramai sovraccarica di tir che ci portano tutti gli scarti industriali e varie porcherie chimiche di chi produce benessere in altre zone; arriva la spazzatura della Campania; arrivano le sostanze pericolose dell’ Ilva di Taranto. E ce n’è un traffico talmente elevato, che se fossero merci, saremmo una grande economia!

    C’è un’unica linea ferroviaria monobinario che forse vedremo elettrificata chissà quando e nel frattempo è scenario di un’esposizione di rotabili obsoleti, da demolire, che le altre regioni scartano.

    Come si può parlare di sviluppo, di benessere e di legalità considerando che le infrastrutture sono la spina dorsale di ogni forma di tutto ciò. Poveri noi…

  2. Giancarlo Rispondi

    26 Maggio 2020 at 07:22

    Ma di cosa parliamo se a suo tempo i vari Mancini, Misasi ed altri politici cosentini si affannarono a far progettare e passare l’autostrada da Cosenza nonostante le grandi difficoltà geografiche. Il fatto è che Crotone ed il crotonese è da sempre considerato dai vari politici di turno come un limone da spremere e niente più.

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