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Italo e Frecciarossa in Calabria: stop alla “guerra delle fermate”, sì alle proposte costruttive

La nota di Roberto Galati dell’Associazione Ferrovie in Calabria

La Redazione

Catanzaro, giovedì 28 Maggio 2020.

Non c’è niente da fare: la
Calabria non si smentisce mai. Unica “consolazione”, è che ormai –
purtroppo – la assurda “guerra delle fermate” sta diventando la
normalità un po’ in tutta Italia, specie quando si tratta di servizi ferroviari
ad Alta Velocità.

Non è trascorsa una settimana,
dallo storico annuncio dell’istituzione di collegamenti ad Alta Velocità
Frecciarossa di Trenitalia e Italo di NTV, tra Torino e Reggio Calabria: già è
esplosa una grottesca quanto irritante battaglia tra comuni, popolazioni,
cittadini e associazioni, per chiedere l’istituzione di fermate ai nuovi
servizi, praticamente ovunque. Non bastano i tempi di percorrenza sì
competitivi, ma comunque abbastanza “larghi” e assolutamente
riducibili di oltre due ore, in primis attraverso l’eliminazione delle fermate
nelle stazioni di testa nei grandi nodi di Napoli, Roma, Firenze e Milano,
adesso ci si mettono anche richieste che ci portano indietro nel tempo,
nell’era della nascita delle Ferrovie Calabro Lucane. Cosa c’entra questo paragone?
Presto detto! Oltre un secolo fa, i tracciati delle storiche ex-FCL, vennero
individuati non solo su basi orografiche, ma anche e soprattutto sulla base di
infinite richieste da parte di Comuni e territori. Con il risultato di far
nascere decine di stazioni in luoghi sperduti, sol perchè equidistanti tra due
o più comuni “in guerra” per la stazione, con il ben noto risultato
di aver reso molto poco appetibile il servizio ferroviario delle allora FCL,
specie sui tronchi rimasti parzialmente incompiuti.

Oggi non si costruiscono più
nuove linee ferroviarie a scartamento ridotto (ma siamo certi che se si
tornasse a farlo, tornerebbero anche le diatribe tra comuni), ma la nuova
frontiera del “prestigio ferroviario” sono diventate le fermate dei
treni, specie se ad Alta Velocità.

Ed ecco che iniziano le battaglie
tra Rosarno e Gioia Tauro, Vibo Valentia se la prende con Lamezia Terme perchè
tutte le Frecce fermeranno lì e salteranno Vibo-Pizzo, Tropea lamenta il
mancato instradamento di questi servizi sulla linea costiera, la Riviera dei
Cedri contesta l’assenza di fermate sul proprio territorio, ma allo stesso
tempo riescono ad essere istituite varie fermate anche nel Cilento, anche se
probabilmente solo nel periodo estivo.

Una brutta figura del genere è indegna, specie nei confronti
di imprese ferroviarie che avviano per la prima volta quei servizi ferroviari
che da anni attendiamo, e ci siamo battutti affinchè divenissero realtà: oggi
non si può pensare di far diventare questi servizi, dei treni Regionali. A maggior
ragione perchè trattasi di treni a mercato, non Regionali o facenti parte del
Servizio Universale (InterCity e InterCity Notte), ovvero sovvenzionati dalla
Regione Calabria e dallo Stato per garantirne l’equilibrio economico.

Si tratta di servizi ferroviari
dietro ai quali ci sono analisi di mercato, di flussi, di competitività: non
parliamo di un InterCity, servizio capillare sovvenzionato dallo Stato, al
quale poter inserire o meno una fermata, ma parliamo di treni che percorrono
oltre 1000 km, parzialmente su linee non ad Alta Velocità, e che quindi,
necessariamente devono mantenere un’alta velocità media.

Tant’è vero che, entrambe le
imprese ferroviarie, hanno individuato (in maniera più che condivisibile), le
stazioni nelle quali effettuare fermata in Calabria:

– Reggio Calabria Centrale
(ovviamente, in quanto stazione di origine/termine corsa)

– Villa San Giovanni
(interscambio con servizi di navigazione da/per la Sicilia)

– Rosarno (hub per la Piana di
Gioia Tauro e per la Locride, collegata per via stradale con la SGC
“Jonio-Tirreno”)

– Lamezia Terme Centrale (hub a
servizio del Capoluogo di Regione, Aeroporto Internazionale, parte della fascia
jonica e del vibonese)

– Paola (collegamento con
Cosenza, alto Jonio cosentino e parte dell’alto tirreno cosentino)

Non è pensabile, nè ovviamente
sosteremmo, alcuna ulteriore istituzione di fermate. O, al massimo, può essere
valutata esclusivamente una fermata estiva a Scalea-Santa Domenica Talao
(stazione già servita dal Frecciargento Sibari – Bolzano nonchè da
Frecciabianca RC РRoma Termini nei mesi estivi), poich̬ raggiungere la Riviera
dei Cedri da Paola, significherebbe dover percorrere in treno Regionale, a
ritroso, 60 km e anche oltre, rendendo ovviamente non competitiva questa
scelta.

Ma nei restanti casi, citando
Gioia Tauro e Vibo Valentia, non esistono giustificazioni: Vibo-Pizzo (o Vibo
Marina, sulla linea via Tropea), si raggiungono da Lamezia Terme Centrale, in
treno Regionale, in una manciata di minuti. Idem Tropea: un instradamento di questi
servizi AV, sulla linea costiera, porterebbe ad un incremento dei tempi di
percorrenza di oltre un’ora, per servire poi…soltanto Tropea!

Il caso di Gioia Tauro è
ulteriormente emblematico, poichè da Rosarno questa stazione è raggiungibile in
6 di minuti in treno Regionale, tra l’altro con un servizio frequentissimo,
esistendo sulla tratta Rosarno – Melito di Porto Salvo un efficiente servizio
metropolitano, alternato con i collegamenti Regionali tra Reggio Calabria
Centrale, Lamezia Terme Centrale, Paola e Cosenza. Dal 2018 ci siamo battuti
per un obiettivo che è stato raggiunto come e più di quanto speravamo: ma
l’abbiamo fatto non certo per far strumentalizzare Italo e Frecciarossa da
Comuni, politici o altre figure territoriali, attraverso le battaglie per
l’istituzione di fermate che hanno come unico obiettivo quello del tornaconto
politico-elettorale. Sia ben chiaro, anche noi ci siamo battuti per
l’istituzione di fermate a vari servizi ferroviari, ma c’erano dietro proposte,
numeri, e soprattutto è stato fatto su servizi (ben diversi da Frecciarossa e
Italo) nei quali era plausibile l’istituzione delle stesse. Proporre
l’istituzione di fermate non è certo “un delitto”, ma lo si fa con la
testa… non con la pancia!

Piuttosto, ciò che risulta realmente
necessario, invece di inseguire improbabili fermate, sono i collegamenti, sia
su ferro che su gomma, da porre in coincidenza ai nuovi servizi ITALO e
Frecciarossa, dedicati particolarmente alla fascia jonica, che continua a
soffrire un gravissimo isolamento.

A tal proposito, infatti,
invieremo a Nuovo Trasporto Viaggiatori, la proposta di istituzione di
collegamenti Italobus tra Locri, Siderno, Gioiosa Jonica e Rosarno, a servizio
dei principali centri della Locride, un collegamento analogo tra Soverato,
Catanzaro e Lamezia Terme Centrale, ed uno tra Crotone, Catanzaro e Lamezia
Terme Centrale (quest’ultimo almeno finchè non sarà completata
l’elettrificazione, che renderà possibile l’arrivo di collegamenti Freccia e
Italo anche sulla fascia jonica a nord di Catanzaro Lido).

Riusciremo, almeno per una volta,
a superare gli assurdi campanilismi tipicamente calabresi, che hanno
contribuito, in buona parte, a distruggere la nostra economia e la nostra
società, evitando inoltre di farci deridere in tutto il resto d’Italia?

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