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Comitato Cittadino Aeroporto Crotone: “la follia della revoca della concessione trentennale alla sacal”

E’ quanto affermano nella nota Giuseppe Martino e Francesco Turano del Comitato Cittadino Aeroporto Crotone

La Redazione

Crotone, lunedì 01 Giugno 2020.

Capiamo la delusione, la rabbia ed ogni sentimento
negativo di ogni cittadino crotonese che vede l’aeroporto di Crotone, l’unica
infrastruttura presente sul territorio, abbandonata. Spesso, quindi, ci si
sente isolati ancor pur abitando sulla terra ferma.

Nonostante tutto ciò, in questo momento, chiedere la
revoca della concessione alla Sacal è veramente folle e chi sostiene questa
tesi è solo per dar fiato alle trombe senza conoscere le conseguenze a cui si
andrebbe incontro!

Il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone ha
contestato l’affidamento trentennale alla Sacal sin da subito ribadendolo più
volte ai tavoli istituzionali, l’esempio che abbiamo sempre fatto è quello
dell’acquario: il Ministero dei Trasporti ed Enac hanno messo in un acquario un
piranha ed un pesciolino, la sorte del pesciolino è sempre segnata e non è a
lieto fine!

Revocare la concessione
trentennale, ora, alla Sacal significherebbe avere un’infrastruttura senza un
gestore aeroportuale e quindi sarebbe inevitabile la sua inoperativitĂ  e
conseguente chiusura finché un nuovo soggetto con idonei requisiti non venga
costituito e, dopo un nuovo bando Enac, possa ricevere in gestione lo scalo
pitagorico.

Nel mentre l’aeroporto rimarrebbe,
pertanto, inutilizzato ed abbandonato.

Concretamente i tempi necessari
per revocare la concessione e darla ad una nuova societĂ  ad oggi inesistente potrebbero
variare da 2 a 3 anni almeno!

Quindi chi parla di
revoca della concessione è veramente folle!

Il Comitato Cittadino
Aeroporto Crotone non si è convertito alla Sacal ma come sempre abbiamo analizzato
oggettivamente la nostra realtĂ  e la storia del nostro scalo dal punto di vista
gestionale e possiamo senza alcun dubbio affermare che la sua gestione finora è
sempre stata fallimentare!

Abbiamo, cosi, elaborato
delle possibili soluzioni; Infatti, alla revoca della concessione trentennale
della Sacal sarebbe meglio, in un periodo transitorio, la modifica della
compagine sociale in attesa di un gestore unico nazionale che faccia divenire gli
aeroporti in continuitĂ  territoriale un network capace di stare sul mercato
aeroportuale.

Intervenendo, nel breve
termine, sulla compagine societaria della Sacal si permetterebbe al territorio
Crotonese di entrare con una propria rappresentanza nel suo consiglio di
amministrazione e, quindi, diventare protagonista delle decisioni prese sul
sistema aeroportuale calabrese.

Nel 2017, avevamo
chiesto appunto al Comune di Crotone di partecipare all’aumento di capitale;
l’appello rimase inascoltato ed il bando andò deserto. La partecipazione del
Comune al capitale sociale del gestore unico calabrese avrebbe permesso ad un
rappresentante territoriale di portare all’interno del processo decisionale i
nostri appelli e le nostre istanze; lo scalo crotonese forse avrebbe avuto anni
di vita ben diversi rispetto a quelli vissuti!!! Un periodo buio in cui i
disagi dei cittadini sono aumentati mentre le aspettative di una ottimale
gestione della Sacal sono totalmente svanite. 
Infatti, abbiamo assistito a scelte sempre piĂą bizzarre ed anche campanilistiche
lontane da ogni logica sia commerciale che economica inconciliabili con un
serio rilancio dello scalo aeroportuale! Tanti elogi e tante promesse per il
futuro per gli altri scali la Sacal ha sempre riservato per l’aeroporto
pitagorico soltanto parole di un futuro incerto ed un abbandono sempre piĂą
diventato concreto, basti pensare che per problemi igienico-sanitari i vigili
del fuoco hanno lasciato i locali dell’aeroporto!

La modifica della
compagine societaria sarebbe la soluzione piĂą pratica e veloce, basterebbe un aumento
di capitale della Sacal!

Una variante alternativa
di questa soluzione sarebbe l’intervento non di enti territoriali crotonesi bensì
della Regione Calabria. In tal caso, un aumento della partecipazione azionaria della
Regione, ora al 10%, all’interno della Sacal permetterebbe all’ente regionale di
avere un maggior “peso” all’interno della stessa e, quindi, potrebbe fungere da
garante degli interessi di tutti i cittadini calabresi ed i loro rispettivi
territori. Ora, con si ragiona in termini economici ed anche molto “lametini”, tutto
ruota intorno a Lamezia Terme, con una simile compagine societaria piĂą ampia le
scelte prese sarebbero frutto di un processo decisionale ben diverso in cui la
possibilitĂ  di rilanciare tutta la Calabria sarebbero piĂą concrete.

Un sistema aeroportuale calabrese
in grado di recepire i vari appelli e porre le giuste soluzioni sarebbero le condizioni
ottimali con cui bilanciare gravi carenze infrastrutturali presenti in alcuni
territori, come quello della fascia ionica.

La soluzione ottimale
sarebbe la creazione di un gestore unico nazionale di un network di aeroporti
in continuitĂ  territoriale. Tale soluzione da noi giĂ  presentata al Ministero e
ad Enac a gennaio permetterebbe di tutelare il diritto alla libera circolazione
dei cittadini di regioni come la Sicilia, la Sardegna o territori come quello
di Crotone grazie ad una diretta gestione degli aeroporti in continuitĂ .

Con il Decreto Rilancio,
il Governo ha individuato in una nuova costituenda compagnia aerea un nuovo
soggetto a cui affidare la mission di garantire i voli degli aeroporti in
continuitĂ  territoriale, quindi, la costituzione di un unico gestore unico
nazionale con la medesima finalitĂ  sarebbe in linea con questa nuova politica
di riorganizzazione del sistema aeroportuale italiano.

Il Comitato Cittadino
Aeroporto Crotone prende le distanze da chiunque in questo momento dichiara la
necessitĂ  della revoca della concessione della Sacal, sperando che tale
soluzione non venga neppure presa in considerazione onde evitare amarissime
conseguenze!

Disponibili ad ogni
confronto, con umiltà esprimiamo le nostre idee affinché si possano trovare
quelle soluzioni necessarie per risolvere il nostro problema.

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