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Anche da Strongoli nella guerra mondiale c’era un corrispondente giornalista

La scoperta è stata fatta nel corso di un riordino del materiale storico- documentale conservato nell’Archivio dell’Azienda Dottore di Cirò Marina

La Redazione

Strongoli, lunedì 22 Giugno 2020.

Anche nel periodo fascista e delle guerre mondiali, i giornali potevano contare su un corrispondente da Strongoli. A rilevarlo è una segnalazione storica- militare, di particolare interesse per gli studiosi e gli appassionati della materia, effettuata dal Prof. Francesco Colombraro di Strongoli e dal Dott. Mario Dottore di Cirò Marina. La scoperta è stata fatta nel corso di un riordino del materiale storico- documentale conservato nell’Archivio dell’Azienda Dottore di Cirò Marina (Kr), alla Via Taverna 15, dove è in fase di allestimento l’Ecomuseo  della Tradizione  e della Vitivinicoltura, che raccoglierà le testimonianze significative della ultra secolare operatività   famigliare, anche con finalità sociale e pedagogica, del comprensorio delle Terre del ” Cirò”; in occasione dell’analisi delle fonti sono state  esaminate  142  edizioni del ” Giornale d’Italia”  pubblicati  nel  periodo 1936- 1943 . La testata giornalistica, come è noto, fondata nel 1901 dai parlamentari italiani della ” Destra Storica” Sidney Sonnino ed Antonio Salandra, costituì in Calabria durante il Ventennio Fascista (1922-1943), secondo annotazioni riportate con soddisfazione su vari numeri, il quotidiano più letto. Il merito di questo successo andava, essenzialmente, ricercato nello ” spessore tematico e culturale ” degli articoli, ma anche nell’ efficiente rete capillare di redazioni, valenti articolisti e collaboratori in numerosi comuni delle allora tre Provincie Calabresi (Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza), compresa l’importante cittadina di Strongoli. Infatti in quel periodo storico, ad esempio, Strongoli vantò la rilevante personalità del giornalista Luigi Fazia, che fu anche benemerito Capitano d’Artiglieria presso il Comando del XIV Corpo d’Armata Italiano durante la Grande Guerra (1915-18). In particolare, il numero 265 del 06.11.1936 di tale quotidiano , ” Cronaca della Calabria” relativo all’articolo ” Un solenne rito di guerra a Crotone – Consegna della bandiera al sommergibile  ” Gemma“,  il numero 266 del 07.11.1936, ” Cronaca di Calabria” relativo all’articolo ” Come si svolse il solenne rito di Crotone marinara per la consegna della bandiera di combattimento al sommergibile “Gemma” a  firma- pseudonimo ” Il Girovago”, corredata da due foto del rinomato fotografo  Caminiti (Salvatore ?), originario di Cirò, ed il numero 278 del 21.11.1936,” Cronaca di Calabria” relativo all’articolo ” La cerimonia a Crotone dello scoprimento della lapide che ricorda le inique sanzioni – Trionfali accoglienze ai legionari della ” XXI Aprile”, forniscono sicuramente  riscontri originali e dettagliate informazioni storiche- militari  inerenti  il sommergibile ” Gemma” della Regia Marina da Guerra Italiana, la figura del comandante la stessa unità navale, l’allora Tenente di Vascello Cav. Mario Ciliberto, la Città , i  Marinai di Crotone , diverse personalità delle Istituzioni ( Civili e Religiose) e dell’Associazionismo Crotoniate durante il Ventennio Fascista (1922- 1943). Si è avuto modo di rilevare come le ritrovate fonti giornalistiche locali, al di là della propaganda di regime, ci consegnano per di più spontaneamente   lo spaccato storico di una città, Crotone, che per la sua posizione strategica, il porto, le sue attività economiche e commerciali, in connessione con le copiose risorse produttive dell’entroterra, svolgeva un prestigioso ruolo nello scacchiere logistico- militare per il controllo del Mare Mediterraneo.
Gianni LeRose

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