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Il Garante dei detenuti di Crotone risponde al senatore Salvini

La nota del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Crotone, Avv. Federico Ferraro

La Redazione

Crotone, lunedì 29 Giugno 2020.

Preg.mo Senatore, in merito alle Sue esternazioni “ i Garanti dei detenuti, per quello che mi riguarda, potrebbero trovarsi un altro mestiere e occuparsi di altro” di cui hanno dato conto i giornali nazionali in questi giorni, e di cui è visibile il video del suo intervento in una pubblica manifestazione, è opportuno effettuare alcune necessarie considerazioni.

Innanzitutto il ruolo di Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, per atto motivato dell’autorità giudiziaria o per motivi sanitari , come gli altri Garanti della privacy, dell’infanzia, della concorrenza e del mercato, costituiscono autorità amministrative terze, in settori sensibili quali l’amministrazione della giustizia, la tutela dei diritti fondamentali della persona umana, la privacy, la concorrenza nel mercato, le comunicazioni.

Come
è noto, da sempre tali settori sensibili e rilevanti hanno necessitato di
figure istituzioni terze che garantissero e tutt’ora garantiscono diritti che
vanno al di lĂ  del singolo, a tutela della collettivitĂ  nel suo insieme.

Per questo motivo
nell’ordinamento italiano, sono stati istituiti con legge, quei soggetti o enti
pubblici, che esercitano in prevalenza funzioni amministrative in ambiti
considerati anche di alto contenuto tecnico tali da esigere una peculiare
posizione di autonomia e di indipendenza nei confronti del governo politico
, allo scopo di garantire una maggiore imparzialitĂ 
(cd. neutralitĂ ) rispetto agli interessi coinvolti.

In base a tali premesse le sue
considerazioni sulla inutilitĂ  delle figure di garanti dei detenuti sono da
considerarsi fortemente lesive della dignitĂ  e professionalitĂ  della
istituzione comunale che rappresento e dei colleghi che svolgono come me con
impegno, dedizione e molte volte anche gratuitamente (come nel mio caso) un
ruolo pubblico istituzionale delicato !

Giudizi di valore così lapidari possono indurre un
errato e distorto messaggio al pubblico, poiché tendono a trasformare la
complessità delle situazione “sistema giustizia e carceri” in una mera
contrapposizione tra buoni e cattivi, guelfi e ghibellini che è ben lontana
dall’id quod plerumque accidit.

Nel nostro ordinamento,
dunque, vi è la necessità di figure tecniche indipendenti e non legate, nel
caso di specie né ai detenuti direttamente né all’amministrazione
penitenziaria, e che pertanto possano esprimere pareri del tutto slegati da
contesti di appartenenza, in modo assolutamente imparziale, sulle situazioni di
detenzione carceraria e sul rispetto dei diritti fondamentali.

Occorre precisare che i garanti
dei detenuti e dei soggetti privati della libertĂ  personale non si occupano solo
delle carceri, ma di tutti quei luoghi in cui è in essere una restrizione
motivata della libertĂ  personale, C.A.R.A. ,TSO solo per citarne alcuni.

Pertanto,
il ruolo di Garante non implica, assolutamente, una scarsa fiducia nell’egregio
lavoro svolto dall’amministrazione penitenziaria e dal personale di polizia
penitenziaria che collaborano sinergicamente ,a qualsiasi livello territoriale
nell’interesse esclusivo della tutela della legalità.

Come piĂą volte ho avuto modo di
sottolineare, il garante dei detenuti e delle persone private della libertĂ 
personale non costituisce l’avvocato dei detenuti, o il nemico
dell’amministrazione penitenziaria, questa sarebbe una conclusione distorta non
veritiera: i garanti rappresentano, invece, un controllo sul rispetto della
legge e dei diritti costituzionalmente garantiti all’interno di tutti i luoghi
della libertĂ  personale
.

In diverse relazioni sullo
stato della detenzione carceraria io stesso come Garante Comunale ho piĂą volte
sollecitato anche per iscritto la necessitĂ  di incrementare le dotazioni al
personale di Polizia Penitenziaria e le giuste tutele professionali.

Per cui non è possibile
assolutamente considerare i Garanti antagonisti della Polizia Penitenziaria o
dell’Amministrazione Penitenziaria, o tantomeno difensori dei detenuti “senza
se e senza ma”, sic et simpliciter
. Il ruolo dei Garanti non
potrebbe essere sostituito dall’Amministrazione Penitenziaria che diventerebbe
altrimenti controllata e controllore al medesimo tempo.

Giova ricordare peraltro che,
anche in sede processuale, da sempre come impostazione di “Sistema giustizia” è
stato pensato ad un apposito organo inquirente, che rappresenti la pubblica
accusa nel processo penale e dunque l’interesse dello Stato a realizzare la
pretesa punitiva, ben distinto dall’organo giudicante che poi sentenzia e
definisce il giudizio nel merito, in sede penale o civile. Anche in questo
caso, tale impostazione sistematica garantisce la terzietĂ  del giudicante,
altrimenti farebbe tutto il pubblico ministero accusa e definizione del
giudizio! Addirittura verginitĂ  del giudizio in sede penale viene preservata
proprio con la previsioni di persone fisiche giudicanti distinte nell’ambito
delle varie fasi del procedimento penale: il Giudice per le indagini preliminari
ed il Giudice dell’Udienza preliminare ad esempio.

Anche
nell’ambito delle Società la presenza del Collegio dei probiviri assume
il compito terzo e indipendente, di risolvere eventuali controversie tra i soci
o fra soci e societĂ , riguardanti il rapporto sociale.

Desidero concludere questa
breve precisazione auspicando che la Politica nazionale, non si faccia , anche
inconsapevolmente, portavoce di visioni semplificatrici che possano diffondere
messaggi non rispettosi dei ruoli e delle funzioni sensibili e previste dalla
legge.

E’ importante piuttosto
creare unitĂ  e sinergia, tra le varie Istituzioni per risolvere problemi annosi
ed insoluti da tempo!

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

una Risposta a Il Garante dei detenuti di Crotone risponde al senatore Salvini

  1. Giancarlo Rispondi

    30 Giugno 2020 at 07:16

    Mi dispiace che l’avv. Ferraro si sia assunto l’onere e l’onore di questo compito ma, avrebbe potuto dedicare piĂą tempo a difendere, gratis, chi abbia subito ingiustizie da coloro che, per giusta causa, debbano scontare anni di galera, di quella vera, e non all’acqua di rose come avviene nel sistema giudiziario italiano.

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