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Cava di macine rinvenuta sul litorale di Crotone

Rinvenuta in modo casuale, giorno 26 giugno 2020 sul litorale cittadino, in corrispondenza dell’antico Convento dei Carmelitani (il cosiddetto Lazzaretto), che sorgeva fuori le mura della città, sulla via per Capo delle Colonna

La Redazione

Croton, mercoledì 01 Luglio 2020.

Sull’antistante
spiaggia, su cui insiste il sito interessato dalla cava, sorge uno stabilimento
balneare, abbastanza frequentato d’estate e un noto ristorante (Nove-Zero-Due).

Per effetto
delle mareggiate e del moto ondoso, con la presenza della barriera frangiflutti
costruita negli anni 80, è emersa parte di una cava di macine affiorante a pelo
d’acqua.

La cava,
presumibilmente, si estendeva sotto i massi della nuova barriera frangiflutti in
blocchi cementiferi, ma questo si potrà meglio accertare tramite futuri
sondaggi da parte di questa spettabile soprintendenza.

La scoperta,
probabilmente di notevole impatto, è avvenuta nel corso di una passeggiata a
mare della sottoscritta (architetto Marina Giulia Vincelli), in compagnia della
sorella Marcella, appunto il 26.06.2020. 

Le macine a
suo tempo cavate, ma non estratte dal banco roccioso, si presentano corrose
dalle mareggiate e in parte coperte dalla sabbia del fondale. Il sito ha subito
destato l’interesse della sottoscritta professoressa Marina Giulia Vincelli,
che le ha indicate alla sorella, incuriosita dal ritrovamento.

Le macine
sono diverse, almeno 4 e si intravedono d occhio nudo ad appena qualche
centimetro sott’acqua.  

Tra le
macine di mulino, ce n’è una dove si notano ancora le incisioni superficiali
sul blocco di pietra da cui doveva essere estratta.

La
Sottoscritta allertava in seguito il direttore del Gak (Gruppo archeologico
Krotoniate) Vincenzo Fabiani ed insieme si recavano nuovamente ad ispezionare i
luoghi. Lo stesso confermava le supposizione riguardanti la cava e si mostrava
molto entusiasta della scoperta.

Ai sensi
della normativa sui Rinvenimenti
fortuiti (Artt. 90-93, D.Lgs. 42/2004,
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) si provvede a segnalare tale individuazione.

Si chiede a
codesta spettabile soprintendenza di voler approfondire con ulteriori studi il
sito, che sembra essere di grande interesse geologico e storico. 

Si chiede l’intervento di un funzionario di codesta soprintendenza per verificare lo stato dei luoghi, e si rende disponibile a futura interlocuzione da parte di codesta spettabile Istituzione e per un futuro sopralluogo sul sito.

(le foto: l’individuazione del convento su una planimetria del ‘700 conservata nell’Archivio storico di Napoli, una cui foto è presente nel sito web “Archivio  storico di Crotone”, in una ricerca dello studioso Andrea Pesavento).

A renderlo noto è l’Arch. Marina Giulia Vincelli

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