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Sila: allarme processionaria, la risposta insensata della Regione

Un problema molto serio, considerato che il lepidottero si nutre delle foglie delle conifere, causando la defogliazione totale dell’albero

La Redazione

Lorica, sabato 04 Luglio 2020.

Nello scorso mese di febbraio abbiamo segnalato agli organi
di stampa, e in seguito anche ai Carabinieri forestali, che molti esemplari di pini
silani erano stati attaccati dalla processionaria. Un problema molto serio,
considerato che il lepidottero si nutre delle foglie delle conifere, causando
la defogliazione totale dell’albero. Le processionarie, infatti, nidificano soprattutto su pini e querce,
arrivando in molti casi a distruggerli.

Abbiamo ricordato nel nostro precedente comunicato che la “disinfestazione
dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2008,
con
l’entrata in vigore del decreto ministeriale che prevede le disposizioni per la lotta
obbligatoria contro la processionaria del pino. Incaricati alla rimozione dei nidi di processionaria
su piante poste in luoghi pubblici sono il Corpo forestale o i professionisti
della disinfestazione, che possono rimuovere manualmente i nidi di
processionaria, tagliando le estremitĂ  della pianta infestate. Questo
procedimento viene abitualmente svolto durante l’inverno, prima che le
larve escano dal nido. Si può, in alternativa, utilizzare un insetticida
biologico
, innocuo per persone e cani, che agisce rapidamente, bloccando
l’attività trofica delle larve. L’insetticida può essere diffuso per via.
Inoltre, si possono utilizzare le trappole ai feromoni per ridurre la
possibilitĂ  di incontro e di procreazione tra il maschio e la femmina di
processionaria”.

A distanza di alcuni
mesi, i Carabinieri forestali ci hanno inviato la risposta che hanno ricevuto
dalla Regione Calabria, Dipartimento 8 “Agricoltura e Risorse Agroalimentari”, firmata
dal Dirigente generale e dall’Ispettore fitosanitario. Questi ultimi citano un
Decreto ministeriale del 2007 e rammentano che gli interventi per eliminare la
processionaria devono essere effettuati dai proprietari o dai conduttori dei
fondi su cui sono radicate le piante infestate.

Vogliamo ricordare al dirigente e all’ispettore che molti dei pini infestati non si ergono su fondi privati, ma su fondi pubblici. Prendiamo atto del pressapochismo dei dirigenti regionali e dello scarso interesse mostrato nei riguardi della natura e di una delle bellezze naturali uniche al mondo, quale è la nostra Sila, che se perde i suoi pini, perde inevitabilmente la sua anima.

E? quanto comunica il Comitato Alberi Verdi

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una Risposta a Sila: allarme processionaria, la risposta insensata della Regione

  1. pinus Rispondi

    5 Luglio 2020 at 03:12

    Diciamo che intanto la processionaria non è un uccello per cui leggere che nidifica mi fa molto riflettere. Il problema è annoso, diffuso e complicato da eradicare, sicuramente, nè le ditte di “disinfestazione” nè la lotta manuale sarebbe capace di farlo. Io dico solo che meno male che la natura anche se violentata, sa ciò che fa…perchĂ© tra immobilismo degli enti preposti e scienziati vari, a quest’ora veramente non avevamo un pino verde!

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