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Nella regione Calabria rischiano di scomparire 9 mila imprese del terziario con una perdita di 23 mila posti di lavoro

La stima della perdita di ricchezza del settore in termini di valore aggiunto è pari a 2 miliari di euro (-7% su base annua)

La Redazione

Catanzaro, giovedì 30 Luglio 2020.

Crollo del clima di fiducia. Azzeramento dei ricavi per interi settori di attività economica.

Crisi economica
grave nella regione Calabria, l’emergenza sanitaria da COVID-19 ha prodotto uno
shock economico e finanziario senza precedenti, causando la chiusura delle
imprese e il calo dei consumi. Crollo della fiducia delle imprese del
terziario. Molte imprese hanno visto azzerare completamente le proprie entrate.
Crisi di liquidità: l’87% delle imprese del terziario della regione sono in
difficoltà nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario. Il 58%
delle imprese della Calabria ritengono che i mesi della riapertura e quelli
estivi saranno i più difficili in merito all’andamento della propria attività. Per
l’inizio dell’estate gli imprenditori prevedono le maggiori criticità con
riferimento alle disponibilità in termini di liquidità. Al termine dell’estate temono
di non potere sostenere ancora gli attuali livelli occupazionali. A seguito
della chiusura causata dal blocco delle attività produttive rischiano di
chiudere, senza più riaprire circa 9 mila imprese nel 2020, con una perdita di oltre
23mila occupati. Le imprese del terziario della Calabria rischiano di perdere
circa 2 miliardi di valore aggiunto, il 7% in meno su base annua.

Questi, in sintesi,
i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario
della regione Calabria, realizzata da Confcommercio Calabria in collaborazione
con Format Research e presentati in conferenza stampa alla presenza del
Presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri e del Presidente Format
Research, Pierluigi Ascani.

“Lo studio
realizzato da Format Research, che ringrazio per la collaborazione, ci
restituisce una fotografia della nostra Regione messa a dura prova a livello
economico dall’emergenza Covid-19. Le imprese del terziario della Calabria sono
in forte difficoltà. Questo rende necessarie misure strutturali e di lungo
periodo per fornire liquidità e sostenere la grave crisi dovuta all’emergenza
sanitaria. È giunto il momento di abbandonare gli aiuti una tantum e di pensare
al futuro in modo strutturato con iniziative che consentano la ripartenza ma
soprattutto la stabilità delle nostre imprese
”. Ha dichiarato il Presidente
di Confcommercio Calabria Klaus Algieri a margine della conferenza stampa di
presentazione del rapporto.

FIDUCIA E CONGIUNTURA

Oltre l’80%
delle imprese della Calabria hanno dichiarato che la situazione economica
generale dell’Italia è peggiorata. Ancora più negativo il sentiment nei
confronti dell’andamento economico della propria impresa (indicatore 9,1).
L’82,9% delle imprese ha ravvisato un peggioramento dell’andamento della
propria attività
.

Il 58% delle
imprese della Calabria ritiene che i mesi della riapertura e i mesi estivi
(fine aprile – fine settembre 2020) saranno i più difficili per l’andamento
economico della propria attività.

Il crollo
del clima di fiducia purtroppo si accompagna ad un forte calo dei ricavi (l’84%
delle imprese ha dichiarato un peggioramento) anche a causa dell’azzeramento
dei ricavi nei mesi di marzo e aprile presso alcuni comparti del tessuto
produttivo.
Resta negativo il sentiment per il prossimo trimestre. In
aumento i prezzi praticati dai fornitori: la situazione è peggiorata, in
prevalenza per quel che riguarda le vendite al dettaglio di generi alimentari e
i servizi alle persone. Il 45% delle imprese lamenta un peggioramento nei tempi
di pagamento da parte dei clienti.

Le imprese
della Calabria hanno un immediato bisogno di liquidità. L’outlook per il
prossimo trimestre è decisamente negativo. Alle imprese della regione è
necessaria la liquidità per sostenere le spese del personale, i costi per il
rispetto dei protocolli di sicurezza, le spese incomprimibili. Il 59% delle
imprese della Calabria ha dichiarato che il periodo più difficile per quanto
riguarda il fabbisogno finanziario è quello compreso tra aprile e settembre
2020.

La crisi
scaturita a causa della pandemia avrà pesanti ripercussioni sull’occupazione:
il 62% delle imprese della Calabria ha dichiarato di avere adottato o di essere
in procinto di adottare la CIG. Il 32% delle imprese ha già ridotto il
personale e il 40% prevede di farlo nei prossimi mesi se la situazione non
migliorerà. Gli effetti della pandemia sull’occupazione sono stati tamponati
dall’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e dalle misure adottate dal
Governo. Tuttavia, la preoccupazione tende a salire nei prossimi trimestri. Nel
secondo e terzo trimestre dell’anno si è assistito al picco con riferimento
alla fiducia e ricavi delle imprese, così come la crisi della liquidità; per la
fine dell’anno si prevede il picco per la crisi occupazionale.

IMPATTO DEL LOCKDOWN

In Italia esistono 4,5 mln di imprese extra agricole. In
Calabria, la quota di imprese registrate al 30 giugno 2020 era pari a quasi 130
mila unità, di cui oltre un terzo operative nella provincia di Cosenza. Le
imprese del terziario (commercio, turismo, servizi) della Calabria sono
oltre 94 mila, costituendo il 73% dell’intero tessuto imprenditoriale extra
agricolo del territorio
. A seguito dell’esplosione dei contagi, il Governo
centrale ha imposto un lockdown che ha interessato larga parte del
tessuto produttivo. La sospensione delle attività ha comportato la paralisi del
tessuto produttivo in Calabria. Il terziario rischia di perdere nel 2020
circa 2 miliardi di valore aggiunto. Allo stesso modo, gli effetti
potrebbero essere devastanti anche sul tessuto delle imprese: 9.000 imprese del
terziario rischiano di chiudere senza più riaprire, con conseguenze dirette sui
livelli occupazionali (23.000 lavoratori rischiano il posto).

La pandemia ha causato anche una forte riduzione degli
investimenti previsti nei prossimi due anni: sul 45% di imprese che avevano in
programma di effettuarli, il 52% dovrà rinunciare a causa della crisi dovuta al
COVID-19.

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

L’emergenza
sanitaria ha avuto un forte impatto sulle nuove modalità di erogazione dei
servizi: ad oggi, il 24% delle imprese è presente sui canali e-commerce e il
25% effettua consegne a domicilio.

Il
45% delle imprese della Calabria continuerà ad utilizzare il canale e-commerce
anche ad emergenza terminata. Il 54% delle imprese continuerà ad effettuare le
consegne a domicilio.

DOMANDA E OFFERTA DI CREDITO

Elevato
il numero di imprese che hanno fatto domanda di credito a seguito
dell’introduzione del «DL Liquidità». Tra queste, il 74% ha visto accolta la
propria domanda con l’ammontare richiesto.
Con riferimento al costo del
credito, il 68% delle imprese ha dichiarato una sostanziale invarianza.
L’attenzione si sposta verso le tempistiche di erogazione ritenute dirimenti
per la tenuta delle imprese. Anche il costo dell’istruttoria non sembra
rappresentare una criticità: per le imprese in questo momento, l’aspetto
principale del quale tenere conto sono le tempistiche. Il 40,8% delle imprese
lamenta un peggioramento rispetto alla durata dei finanziamenti concessi. Con
riferimento alle garanzie richieste, il 72% delle imprese della Calabria ha
dichiarato una sostanziale invarianza. Un leggero miglioramento è dovuto
all’introduzione delle coperture pubbliche.

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