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Crotone, elezioni amministrative: le due anime del Pd che si presentano separati alle prossime amministrative rivendicano l’uso del simbolo

Alleanze e candidature fatte dai dirigenti del partito non hanno tenuto conto della volontà dei propri elettori

Giuseppe Livadoti

CROTONE, domenica 09 Agosto 2020.

A
chi tocca fare uso del simbolo del Partito quando la classe dirigente locale e
provinciale si spacca e alle prossime elezioni comunali i due tronconi vanno in
direzione opposta?  

La
segretaria cittadina, Antonella Stafanizzi, unitamente all’ex consigliere
comunale Mario Galea, già presidente del Pd provinciale, ed altri ex
amministratori tra cui Carmine Talarico ex presidente della provincia di
Crotone per due mandati, hanno condiviso la candidatura a Sindaco
dell’architetto Danilo Arcuri sostenuto anche dai Democratici progressisti, le
quattro liste che fanno capo a Enzo Sculco (Crotone in Rete, Laboratorio
Crotone, Araba Fenice, I DemoKratici).

L’avv.
Peppino Vallone, l’ex assessore all’urbanistica al comune di Crotone, Sergio Contarino,
ed altri dirigenti locali del Pd, hanno candidato Sindaco alle prossime
elezioni comunali l’avv. Gaetano Grillo (già primo cittadino della città di
Pitagora nel periodo 1995/1997) sostenuto da una coalizione che comprende pure Europa
Verde, I Riformisti, Movimento per il Sud, l’Altra Crotone con Grillo Sindaco. A
giorni scade il termine utile per la presentazione dei candidati Sindaco e
delle Liste ed ancora nulla è dato sapere a proposito di chi potrà utilizzare
il simbolo del Pd.

Da
tenere presente che il commissario regionale e il commissario provinciale del
partito di Zingaretti, sono anche di parere opposto per quanto riguarda
alleanze e candidato Sindaco alle prossime elezioni comunali a Crotone. Stefano
Graziano, commissario regionale, non ha mai disdegnato l’alleanza del Pd con la
coalizione che fa capo ad Enzo Sculco, mentre Franco Iacucci, commissario
provinciale, non ha mai condiviso l’apparentamento con Sculco nel nome della
discontinuità. Se tanto dà tanto, se anche i due commissari, quello regionale e
quello provinciale, sono di parere opposto, dovrà essere Roma a risolvere l’interrogativo
del simbolo? Oppure le due anime del partito dovranno fare ricorso alla carta
bollata per sapere nelle dovute sedi chi lo potrà utilizzare? Comunque vada, il
Pd a Crotone ancora una volta ha disatteso la volontà del proprio elettorato in
fatto di candidature e alleanze.

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