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Scoperto a Scala Coeli “A LifĂ nda”: l’elefante di roccia tra i piĂą grandi al mondo

Nel territorio di Scala Coeli, piccolo borgo del Basso Ionio cosentino, si può ammirare il più grande elefante della Calabria e tra i più grandi al mondo

La Redazione

Scala Coeli, venerdì 04 Settembre 2020.

Si tratta di un monolite dalle sembianze di un grande mammifero con la proboscide.Questa
straordinaria scoperta è da attribuire ad Amedeo Fusco e a Nicola
Abruzzese che, mentre, andavano in giro per conoscere bene il proprio
territorio, si sono imbattuti, per pura casualitĂ , nella visione
dell’elefante. Anzi – raccontano – è come se l’elefante stesso abbia
deciso di rivelarsi.Amedeo Fusco è un uomo di arte e di
cultura che ormai vive lontano da Scala Coeli ma ritorna sempre; ha
fondato il gruppo G.I.S. Nicola Abruzzese è persona molto impegnata
nella vita pubblica e sociale del territorio, membro del Gruppo G.I.S.,
nonché titolare della seguitissima pagina Facebook “Il Territorio Prima
di Tutto”. Vive a Scala Coeli.L’enorme elefante con tutto il
suo fascino misterioso si può ammirare da diversi punti, ma sprigiona
tutta la sua bellezza in un’orario e in una posizione precisa.Osservando
l’enorme monolite si ha l’impressione che l’elefante si  diriga verso
Scala Coeli, andando incontro al borgo di poche anime ma di grandi
menti. “A LifĂ nda” è una costola del monte “Vitusello”
simbolo di Scala Coeli,  conosciuto anche come  Monte o Colle delle
Rose, e svetta in una  vastissima area ad un’altezza di oltre 350 metri
dal livello del mare. Scala Coeli, per alcuni storici, è “di origini
antichissime per essere la zona abitata da tempi immemorabili”, come
scrive Raffaele Iaria, giornalista originario del luogo. Per altri
sarebbe sorta ad opera di Filottete, esule da Troia mentre lo storico
Franco Domestico fa risalire le sue origini addirittura all’etĂ  del
ferro mentre lo studioso Franco Sacco parla di un luogo “sopra un monte
di aria umida e calda”, alla sinistra del fiume NicĂ , che secondo alcuni
sarebbe il luogo dove è avvenuta la famosa battaglia del 510 a.C. tra
Sibari e Crotone, due cittĂ  tra le piĂą importanti della Magna Graecia.Il
luogo della scoperta, A Lifànda, e l’intero territorio dalla natura
incontaminata è anche circondato da tante leggende. Quel che è certo è
il fascino assoluto che sprigiona: abitato da una fitta vegetazione di
macchia mediterranea, alberi di querce, mirto, corbezzolo, lecci,
cespugli di menta e di origano, capaci di sprigionare profumi di
carattere selvatico non intaccato ancora dalla mano dell’uomo e da una
fauna selvatica ampia e variegata: ricci, volpi, faine, tartarughe,
rapaci e rettili di vario genere.A LifĂ nda è una delle sculture naturali piĂą grandi del mondo, come  Elepanth Rock in Irlanda e l’Elefante delle Tremiti.Gli
elefanti di questo territorio: A LifĂ nda e a Ncavallicata devono
diventare il simbolo della rinascita e del riscatto di questa parte e
della Calabria tutta.

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