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I dipendenti del Museo segnalano: “Solo ad agosto 2020 abbiamo registrato 13.000 ingressi al Parco Archeologico di Capocolonna”

Una passeggiata domenicale sul promontorio Lacinio all’ora del tramonto, la chiesetta bianca aperta, i turisti attenti a fotografare le sfumature di colore migliori tra cielo e mare, i ragazzi ancora giù al mare finché non verrà la sera

La Redazione

Crotone, lunedì 14 Settembre 2020.

È così che vorremmo ricordare questo luogo magico ma altre tristi realtà si palesano dinanzi i nostri occhi.

Le erbacce, i
rifiuti ai bordi della strada, gli atti vandalici ai danni della segnaletica
del Parco, il sistema di video sorveglianza parzialmente funzionante, il Museo
chiuso…

Durante il
percorso a piedi proviamo a bussare alla porta del Museo sperando di trovare
qualcuno al suo interno in quanto, ci è stato riferito che, stagisti e addetti
alla sorveglianza del Parco continuano a lavorare a porte chiuse.

Insistiamo,
ma il Museo pare completamente abbandonato! Proseguendo verso la chiesetta
incrociamo sulla strada due dipendenti che, avendo chiuso il cancello del Parco
Archeologico, si apprestavano a terminare il turno di lavoro e che, gentilmente,
rispondono alle nostre domande.

Evitando sterili
polemiche e, nella consapevolezza della situazione grave in cui si trova il
Museo di Capocolonna, ci raccontano dei numerosi turisti che popolano la zona
durante il giorno dalle prime ore del mattino fino ad oltre il tramonto.
Parlano di un turismo diverso, con pochi visitatori stranieri ma molti italiani
tanto da registrare, solo nel mese di agosto, circa 13.000 presenze per il
Parco Archeologico di Capocolonna.

Peccato non
vi sia un sistema di conteggio automatico degli ingressi e, magari una
biglietteria, così come previsto dall’originario piano di ammodernamento della
zona e così come avviene in tutti gli altri Parchi Archeologici europei.

Crediamo che
la pandemia da Covid-19, a cui viene imputata la causa della carenza degli
introiti da parte dei luoghi della cultura, sia un’errata considerazione.

Possiamo
affermare che abbia rallentato la quotidianità di tutti e, pertanto, la messa
in moto dell’intera macchina organizzativa delle strutture ma è un triste dato
di fatto che il Museo è chiuso dal lockdown e che, questa estate, la città di
Crotone ha perso l’occasione di far conoscere la sua storia e i suoi reperti ai
quasi 13.000 visitatori che l’hanno scelta come meta per le loro vacanze.

Le criticità
del sistema dei musei andrebbero affrontate, seriamente, anche in campagna
elettorale pensando all’importanza della cultura per un territorio difficile
come il nostro ma tutt’altro che fragile.

Una Crotone
che se avesse le spinte necessarie, i fondi necessari, le figure professionali
adeguate agli incarichi che si ricoprono sarebbe tra le più luminose d’Europa.

Da liberi
cittadini, che si battono per la terra in cui sono nati e cresciuti,
continueremo a tenere alta l’attenzione sulla questione dei Musei fino a
completa risoluzione del caso.

A cura di
Danila Esposito.

A firma di
Danila Esposito, Antonio Parrotta, Antonio Scerra, Ilaria Marseglia, Antonio
Palermo, Pasquale Alessi, Luigi Palmieri, Antonio Galardo, Tatiana Risoleo.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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