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Aumento patologie oncologiche nel territorio tra Capo Colonna e Isola di Capo Rizzuto, interviene Infusino dei Verdi

La nota di Pietro Infusino consigliere nazionale dei Verdi

La Redazione

Crotone, martedì 03 Novembre 2020.

Abbiamo assistito, di recente, a una campagna elettorale molto incentrata sulle
questioni ambientali della città: fatta, tuttavia, sulla pelle della povera
gente. Infatti, taluni personaggi in diverse occasioni hanno millantato credito
sulle battaglie ambientaliste degli ultimi vent’anni. Come sempre, dunque, per
l’ennesima volta, ci mettiamo la faccia sui temi scottanti per la città e il
territorio.

Dobbiamo allora con forza denunciare come, oramai da tempo, si stimi un considerevole
aumento di patologie oncologiche nel territorio compreso tra Capo Colonna e
Isola di Capo Rizzuto. Attraverso riscontri – ben documentati e in seguito
approfonditi – abbiamo purtroppo constatato l’esponenziale crescita della incidenza
tumorale non solo nei ben noti siti della città di Crotone. Infatti, risale
addirittura al lontano 2004 l’articolo del giornale Il Crotonese, a firma
di Maria Rosaria Paluccio, già responsabile Scuola e Formazione di Legambiente Calabria, che
riprendeva l’ultimo dossier della stessa Legambiente che segnalava la presenza
di arsenico in quantità considerevole nei tratti di mare antistanti l’area nord
della città di Crotone, a ridosso di Capo Colonna, e l’Area Marina Protetta
“Capo Rizzuto”. Ancora non è stata trovata una risposta per l’elevata presenza
di arsenico in piena Area Marina Protetta. A meno che non dovessimo scoprire un
giorno che qualcuno ha utilizzato, nel corso degli anni, quel tratto di mare come
deposito di materiali inquinanti, ricalcando in mare il preoccupante caso della
“Terra dei fuochi” in Campania. Non appare peregrina la tesi che pure nel
nostro caso siano stati “tombati” dei rifiuti radioattivi provenienti da altre
aree d’Italia, con la connivenza della criminalità organizzata. Questa nuova,
tristissima realtà, se verrà confermata attraverso uno studio scientifico
promosso dalla Regione Calabria, tramite il consigliere espresso dal territorio
Flora Sculco, che noi sollecitiamo, potrà confutare ogni dubbio. Lo strumento
per monitorare il territorio è stato già utilizzato. Si tratta di un elicottero
provvisto di georadar attraverso il quale la Regione, con il Ministero dell’Ambiente,
ha monitorato quattro delle province calabresi, con l’esclusione, dunque, della
sola Crotone.

Naturalmente non è nostro obiettivo creare falsi allarmismi, piuttosto il
proposito è quello di sollecitare una maggiore tutela della salute pubblica di
tutti noi crotonesi.

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