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Dirigenti del Pd crotonese riuniti in video conferenza per discutere delle problematiche sanità, occupazione, lavoro

“Il Partito Democratico vuole continuare a impegnarsi per aprire una nuova fase politica in città”

Giuseppe Livadoti

CROTONE, lunedì 16 Novembre 2020.

Nessuno
sa se esiste ancora e dove si trova, ma non mancano i segnali che è ancora in
“vita”, stiamo parlando del Partito Democratico crotonese assente alle ultime
elezioni comunali. L’argomento sanità calabra sta tenendo banco a 360° in ogni
momento della giornata, ultimo la nomina del Commissario. L’argomento sanità, e
altre negatività quali il lavoro e l’occupazione, non sta passando inosservato
a quanti ancora si definiscono dirigenti del Partito democratico. Dalla
riunione scaturisce anche l’invito al sindaco Vincenzo Voce affinché prenda l’iniziativa
di convocare l’Assemblea per discutere di questi specifiche problematiche.

“Nel
pomeriggio di ieri – afferma una nota del Pd – un nutrito gruppo di dirigenti
di partito, ai quali si sono aggiunti in diversi nuovi,  si sono incontrati in videoconferenza, come
oramai previsto dalle normative COVID.

Una
riunione  per dare consequenzialità, a quanto
rimarcato nel primo incontro, dal quale è emerso una grande volontà  nel fare ripartire l’attività del  Partito Democratico, privilegiando i temi, il
confronto e le proposte.

L’incontro
di ieri, ha riguardato la  problematica
sanità  che insieme all’occupazione e
lavoro,  è una delle tematiche più
sentite in questo particolare periodo. Un momento di confronto  positivo e costruttivo, soprattutto  grazie agli interventi di dirigenti di
partito, di alto livello professionale sulla tematica sanità.

La  problematica sanitaria in Calabria, si
trasporta da tanto e troppo tempo.

Si
pagano le conseguenze della chiusura dei piccoli ospedali di montagna e zone
disagiate, la riduzione dei posti letto, negli ospedali spock e il blocco delle
assunzioni negli anni del Commissariamento.

Tale
situazione, ha determinato la carenza di personale sanitario, specialmente per
quanto riguarda i medici e infermieri, in aggiunta a una migrazione sanitaria
passiva che ha raggiungo livelli eccezionali e preoccupanti.

La
Calabria ha perso una risorsa incolmabile, in quanto giovani medici
calabresi  e personale sanitario
specializzato, ha trovato occasione di lavoro in altre  regioni 
d’Italia e all’estero e difficilmente ritorneranno nella nostra terra.

 A tutto questo, si aggiunge una medicina
territoriale desertificata e abbandonata , lasciata solo all’impegno e
alla  volontà dei medici di base . Un
completo disastro, che alla fragilità politica in corso, rischia di mettere il
cittadino calabrese nelle condizioni di perdere un diritto fondamentale, ossia
non avere la garanzia delle cure necessarie e essere privati di una sanità
dignitosa.

Consapevoli
che  nel più breve tempo possibile, si
possa uscire da drammatico  tunnel del
virus, vi è la  contezza,  di 
mettere in campo nuove opportunità per il futuro della nostra  sanità.

Sicuramente
la tematica del piano di rientro del debito storico della sanità calabrese, è
un macigno mostruoso, per qualsiasi commissario o politico,  nominato a dirigere il settore.

 Per questo motivo, registriamo con grande
interesse e attenzione , la discussione 
in sede europea, nell’affrontare, con una nuova impostazione rispetto al
passato, dei  meccanismi finanziari  del 
MES e Recoveryfound, relativi alla problematica del debito pubblico,
prodotto  dai paesi europei durante gli
ultimi anni.

Per
la Calabria, il 2020, l’anno del COVID, potrebbe essere lo spartiacque
fondamentale, non solo per azzerare il mostruoso debito accumulato negli anni,
ma l’occasione propizia, per aprire una vera e credibile stagione della sanità,
non solo nell’aspetto economico-finanziario, ma 
provando a privilegiare  nuovi
comportamenti etici e culturali  che molte
volte sono mancati , a chi ha avuto responsabilità di governo. Di sicuro in
Calabria, alla luce della recente cronaca, il rapporto pubblico privato, deve
essere basato sulla lealtà e su nuovi comportamenti etici e morali.

Per
quanto riguarda l’aspetto dell’ Azienda sanitaria provinciale, il nostro
confronto è stato indirizzato a una migliore organizzazione della sanità del
territorio, integrata con l’Ospedale che possa avere al centro, la salute e il
benessere del cittadino.

Nel
confronto, è stata evidenziata la mancata operatività della Conferenza dei
Sindaci della nostra Provincia che si trascina da diverso tempo.

Non  si comprendono  le motivazioni, per le quali  si continua a non dare concretezza a questo
organismo politico previsto dalla legge , considerato il ruolo sempre più
impegnativo e gravoso dei primi cittadini sulla tematica sanitaria e in
particolare sulla problematica COVID.

Pertanto,
si invita il Sindaco della città capoluogo, a prendere l’iniziativa nel  convocare l’Assemblea.

Infine,
considerato che è in procinto l’approvazione dell’atto aziendale da parte dell’
ASP, si è proposto di indicare un gruppo di nostri  esperti del settore sanità, per verificare
,non solo il contenuto, gli indirizzi e gli obiettivi dello stesso, ma provare
a presentare  una serie di proposte che possano
migliorare il documento. Tale lavoro sarà presentato pubblicamente, sempre in
video conferenza, non solo nell’ambito del partito, provando a coinvolgere  i soggetti interessati nella città a tale
tematica.

Il
Partito Democratico, vuole continuare a impegnarsi per  aprire una nuova fase politica in città ,malgrado
le difficoltà oggettive che stiamo attraversando, continuando a  privilegiare le  tematiche che interessano i diritti  dei cittadini e il futuro del nostro
territorio”.

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