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“Educazione e Prevenzione”: Quattro istituti scolastici di Crotone e Cirò il 4 marzo in convegno con l’Università “Sapienza” di Roma

Domani 4 marzo una preziosa iniziativa del Liceo Scientifico Filolao dal titolo “Il cuore dei giovani: Scuola ed Università insieme per Educare e Prevenire”

LaRedazione

Crotone e Cirò, mercoledì 03 Marzo 2021.

Si terrà nell’aula virtuale del Liceo Scientifico Filolao di Crotone dove sarà avviata una giornata di “Educazione e Prevenzione” in collaborazione con l’Università “Sapienza” di Roma e la partecipazione di ben quattro istituti scolastici, il Filolao, il Barlacchi, il Pertini-Santoni di Crotone e il Lilio di Cirò. L’intuizione del Dirigente scolastico Giovanni Aiello, nasce dall’osservazione dei bisogni di una comunità scolastica che risente fortemente delle necessarie restrizioni legate all’emergenza sanitaria ma che allo stesso tempo chiede alla scuola sostegno e suggerimenti per affrontare in maniera costruttiva le difficoltà del momento. La scuola non può abdicare al ruolo educativo, che anzi le compete, e si impegna a progettare e investire le risorse necessarie per garantire il diritto allo studio e alla formazione integrale dell’individuo. Illustri gli ospiti del simposio: la dott.ssa Rosanna A. Barbieri, Dirigente Tecnico dell’Ufficio Scolastico per la Regione Calabria; le Proff. sse Serafina R. Anania e Ida Sisca, Dirigenti scolastiche rispettivamente del Barlacchi e del Pertini-Santoni, che hanno condiviso con lodevole interesse l’iniziativa del collega Aiello, promuovendo una rete di cooperazioni per la salute e la crescita dei propri studenti; i relatori, prof. Francesco Fedele, ordinario e direttore di Cattedra di Cardiolodia e la dott.ssa Maria Chiara Gatto, Cardiologo, dell’Università “Sapienza”di Roma. L’argomento della giornata mirerà alla prevenzione delle patologie cardiovascolari attraverso la presentazione del libro del Prof. Fedele “Il cuore dei giovani”. “Il benessere fisico crea le opportunità per una crescita culturale sana e equilibrata” leggiamo nella prefazione, e la scuola deve incaricarsi anche di questo, inducendo nelle nuove generazioni la consapevolezza che la salute costituisce, oltre che un dovere verso sé stessi e un diritto garantito dalla Costituzione, anche un bene collettivo da tutelare. Rispetto alle generazioni passate, nella lettura sociale del prof. Fedele, gli adolescenti di oggi hanno più tempo e possibilità per definire i propri interessi e obiettivi di vita nei contesti che sono propri, Scuola e Tempo libero. Ma la scarsa informazione li induce spesso a scelte inopportune che ledono la loro salute. “Informazione, prevenzione e formazione” è la triade di responsabilità che la società civile dovrebbe assumersi. Il libro “Il cuore dei Giovani” nasce da una serie di monitoraggi effettuati sulla salute cardiovascolare negli adolescenti che hanno portato a sottolineare quanto sia necessario saper optare per uno “stile di vita adeguato” che includa l’attenzione alle fragilità individuali; ad una sana alimentazione che escluda irregolarità e preferisca l’assunzione equilibrata di sostanze non nocive; allo sport come panacea alla sedentarietà che ferisce il nostro metabolismo. Se da un lato un lato il libro offre un quadro dettagliato degli aspetti che caratterizzano la vita quotidiana dei ragazzi, dall’altro illustra i meccanismi fisio-patologici alla base di un fenomeno sempre più frequente, divenuto argomento di cronaca: la morte cardiaca improvvisa nei giovani. Il Prof. Fedele sottolinea che “il riconoscimento precoce dei ragazzi potenzialmente a rischio” è certamente “un’arma efficace per ridimensionare questo problema”, ma la prevenzione secondaria, attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno e i corsi di rianimazione cardiopolmonare, “rappresenta l’unico strumento valido affinché un evento drammatico non diventi fatale”. Entriamo nella “rete” del Filoalo e prendiamo “a cuore” i nostri giovani con sollecita corresponsabilità. Una iniziativa che ha innescato una peculiare forma di antivirus pandemico attraverso la creazione di collaborazioni tra Istituti scolastici nella consapevolezza che la cultura può e deve escogitare strategie che fungano da ponte tra estremità fisicamente o socialmente distanti, creando occasioni di sviluppo ed integrazione.

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