“Urbs Peteliae nunc Strongoli”

In merito alla notizia appresa tramite i social circa una ipotetica identificazione dell’antica Petelia con il territorio di Castiglione di Paludi, con la presente si chiarisce quanto segue:
Studi autorevoli del settore hanno acclarato sin dal 700 d.c. che l’antica Petelia sia l’attuale Strongoli. Numerose sono le testimonianze in favore di questa tesi, avallata da accreditati studi e campagne di scavi di illustri studiosi quali i Professori universitari Armando Taliano Grasso, Giuseppe Ceraudo, Roberto Spadea, Silvana Luppini, Anna Russano Cotrone, Guglielmo Genovese, Pietro Giovanni Guzzo, Accademico dei Lincei, e altri eminenti studiosi che hanno scientificamente e storicamente individuato l’esatta ubicazione territoriale dell’antica Petelia nel territorio dell’odierna Città di Strongoli.
Nel territorio di Strongoli sono state rivenute il maggior numero di epigrafi che fanno riferimento a Petelia; una di queste, portata alla luce durante gli scavi della necropoli di Fondo Castello, parla di un soggetto (Euctus), amministratore pubblico che sovraintendeva la squadra degli schiavi che lavoravano nei terreni di proprietà del municipio di Petelia.
Inoltre la “Tabula Peutingeriana” del IV secolo d.c. (tavola stradale romana) individua Petelia proprio nei pressi di Crotone, ove attualmente è ubicata la città di Strongoli. Difatti, come sostiene il Prof.Guglielmo Genovese, “l’ambito filotteteo riconosciuto dalle fonti, tanto da Strabone quanto da Licofrone, si riferisce ad un’area molto prossima alla crotoniatide in relazione con il luogo di culto individuato inequivocabilmente da Paolo Orsi come l’Apollonion di Punta Alice nel territorio di Cirò Marina, sul Promontorio di Crimisa.
Oltre cento saggi sono stati effettuati nel territorio di Strongoli che hanno evidenziato tracce, strutture e strade di età romana, riconducibili a Petelia.
Sono innumerevoli i reperti rinvenuti nel territorio di Strongoli, molti dei quali sono custoditi in importanti musei nazionali ed internazionali e sono fondamentali per l’identificazione di Petelia – Strongoli, ormai fuori discussione a detta di illustri studiosi.
Tra i reperti archeologici più importanti dal punto di vista documentario vi sono senza alcun dubbio le basi marmoree custodite nella Cattedrale, le quali riportano il testamento di Manio Megonio Leone di Petelia, e che tra l’altro ci consentono di conoscere il tempo in cui detto testamento fu dettato (regno di Antonino Pio, 138-161 d.c.).
L’antica Petelia, per la prima volta nel VI secolo d.c., è indicata con il nome di Strongoli, sotto il regno di Giustiniano; nome che deriva dalla forma circolare del castello (dal greco Stròngulos, appunto rotondo); fino al decimo secolo il nome di Petelia viene citato, spesso, insieme a quello moderno di Strongoli.
Mettere in dubbio la riconducibilità di Petelia a Strongoli significherebbe mettere in dubbio tutta l’archeologia calabrese; è come dire che l’antica Kroton non è l’attuale Crotone.
È ferma intenzione dell’amministrazione comunale, che qui rappresento, opporsi alla divulgazione di notizie infondate e fuorvianti e si esprime rammarico e sconcerto nell’apprendere che nel comune cosentino si porti avanti una tesi apparentemente priva di risconti oggettivi, storici e archeologici. Non si conosce il contenuto del libro presentato nel corso del Webinar tenutosi presso il Comune di Paludi, tuttavia invitiamo gli autori del libro a visitare la nostra Città, di modo che possano fare un tuffo nella storia e vedere con i loro occhi e toccare con mano le testimonianze, tuttora presenti nel nostro territorio, delle antiche vestigia di Petelia.
Si sottolinea che la scrivente Amministrazione, dal suo insediamento, sta lavorando ad una serie di azioni volte alla valorizzazione delle gloriose origini, collaborando con illustri studiosi.
E’stata avviata la procedura per la stipula di un protocollo di intesa con il Dipartimento Cultura, Educazione e Società dell’Università della Calabria, per avviare una campagna di scavi, ricerca e valorizzazione delle aree archeologiche dell’antica Petelia, grazie all’interlocuzione con Armando Taliano Grasso, Professore associato di topografia Antica, e responsabile del Laboratorio di Topografia Antica e Antichità Calabresi.
Allo stesso modo si sta valutando la proposta del Prof. Guglielmo Genovese dell’Università La Sapienza di Roma, che ha gestito dal 2010 al 2013 una campagna di ricerche scientifiche sul territorio dell’antica Petelia, di creare un Comitato Scientifico Internazionale su Petelia e di organizzare un convegno internazionale periodico.