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Santacroce (coraggio italia): per far crescere la Calabria azzerare l’iva per 5 anni

La nota dell’l’ex consigliere regionale Frank Mario Santacroce

La Redazione

Crotone, martedì 31 Agosto 2021.

Se cresce la Calabria cresce l’Italia. Lo slogan che il presidente di Coraggio Italia, Luigi Brugnaro, ha lanciato nella campagna di avvicinamento alle elezioni regionali non è un banale slogan ma è una sacrosanta verità. È quanto afferma l’ex sindaco di Albi ed esponente catanzarese di Coraggio Italia. E per poter consentire la crescita della Calabria bisogna adottare misure drastiche quanto indispensabili come quella di azzerare l’IVA in Calabria per almeno 5 anni. Spesso abbiamo assistito ad iniziative parlamentari che hanno portato ad azzerare o comunque a ridurre l’IVA per alcuni beni ma nessuno ha ancora capito che la ripresa economica della Calabria deve interessare tutte le categorie, dai consumatori ai lavoratori autonomi agli imprenditori.  L’IVA su tutti i beni e i servizi di utilità sociale, compresi i prodotti alimentari, dal latte, al pane, alla frutta, agli ortaggi, alla carne, ma anche ai medicinali, alle case di abitazione, al vestiario, agli elettrodomestici, alle prestazioni alberghiere, alle erogazioni di acqua e di energia elettrica deve essere sospesa o comunque resa a livello solo simbolico con una percentuale non superiore al 5% per tutta la Calabria, se si vuole rilanciare in modo decisivo la nostra economia. La Calabria, precisa Santacroce, lo dice l’Istat, è la Regione che ha subito di più l’aumento dell’IVA al 22% toccando gravemente le tasche dei calabresi che con la pandemia ha ancora aggravato il gap con il nord del paese. L’iva incide per ben 2 mila euro all’anno nelle tasche di una famiglia calabrese, praticamente un calabrese lavora quasi due mesi all’anno solo per pagare l’IVA al governo centrale senza poi avere alcun beneficio in cambio. Il minor gettito in favore dello Stato di pochi milioni di euro non è nulla rispetto ai benefici che i calabresi avrebbero garantito da una tale misura. Questo stato di cose non può funzionare e ci porterà sicuramente al collasso e poiché non si intravedono nelle politiche di programmazione interventi seri e mirati a tutelare il credito al consumo bisogna intervenire subito con proposte coraggiose e epocali che non possono più tardare ad arrivare. Questo tipo di misure, come anche quella di sospendere altre imposte come le addizionali regionali all’Irpef che è un imposta che incide direttamente sul reddito delle famiglie può essere altra voce che andrebbe sospesa per qualche anno perché consentirebbe un risparmio di oltre 100/200 euro a famiglia all’anno o forse ancora di più l’IRAP che colpisce le attività produttive e che può essere dedotta non solo tramite le procedure del credito d’imposta ma anche con forme importanti di esenzione totale prolungate nel tempo.  È evidente che la sospensione dell’imposte porterebbe al un mercato al consumo più logico e con uno sviluppo dell’economia locale più fiorente sia per i consumatori ma anche per le imprese che beneficerebbero di una grande riduzione del carico fiscale che può realmente rimettere in moto l’economia. Non è neanche da sottovalutare una moratoria tombale delle cartelle esattoriali degli ultimi 5 anni almeno all’80% per tutti i contribuenti in difficoltà che non possono presentare istante di sovranindebitamento perché altro grave problema della nostra società moderna è stata quella di non aver più saputo garantire un equilibrio tra tassazione e redditi e tante famiglie ora vivono nell’incubo di equitalia e agenzia delle entrate e non possono andare avanti evitando banali saldi e stralcio su cartelle inesigibili o prescritte  o rottamazioni che abbiamo visto funzionano poco e male. Queste sono solo alcune delle proposte di cui mi farò portavoce nel mio partito ma anche verso il candidato presidente Occhiuto che avrà la lungimiranza di comprenderne l’importanza e la concreta attuazione. Se aspettiamo, conclude Santacroce, misure di altro tipo rischiamo di far trascorrere un altro decennio senza risolvere i problemi della nostra terra. Le politiche fiscali sono decise dal governo centrale ma la politica calabrese deve farsi interprete e promotore di iniziative nuove, originali e di forte impatto senza le quali non ci risolleveremo mai. Ci vuole coraggio anche in questo.

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