A Cirò Marina torna la Festa di San Martino, celebrata con castagne, vino e sardella, cultura e danza: tanta partecipazione

L’11 novembre, in molti paesi italiani, si celebra la Festa di San Martino o estate di San Martino, come si suole dire. È una sentita ricorrenza  che unisce le celebrazioni cristiane alla tradizione contadina legata all’apertura delle botti di vino novello, ma anche ai piaceri della buona tavola e delle tradizioni enogastronomiche. Una festa molto sentita in tanti paesi e cittadine d’Italia, tanto che perfino Giosuè Carducci si ispirò a questa data – che in molte zone era un giorno non lavorativo – per comporre una delle sue poesie più celebri, San Martino appunto. San Martino morì l’8 novembre 397 d.C, ma il funerale fu celebrato tre giorni dopo e infatti la sua festa cade proprio l’11 novembre. Una ricorrenza legata a riti e usanze della tradizione contadina e non solo. Dopo il lungo periodo di pandemia che ha impedito a molti di potere godere di questa festa lo scorso anno, l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Sergio Ferrari e l’Assessorato alla cultura e turismo, guidato dall’assessore, Virginia Marasco, ha voluto dare un segnale di speranza e di ritrovata condivisione e socialità alla cittadinanza che ha risposto in massa, in Piazza Diaz, domenica, dove  sono stati  predisposti stand enogastronomici, con immancabilmente come giusto che fosse, a farla da padrone il nostro vino che per l’occasione ha visto il consorzio vino tipico di Cirò e Melissa,, con il presidente Paolo Librandi e molte cantine, affiancare la manifestazione. Un’occasione per promuovere il territorio e le sue eccellenze, ma anche per celebrare i frutti della terra e l’abbondanza del buon cibo. Hanno collaborato infatti, oltre alle cantine, è stato assistere all’esibizione delle scuole di ballo: quelle della maestra  Cristina Fontanelle, Novadance e la School Dance di Luana Caligiuri. Infine da segnalare la premiazione del concorso di poesia dedicata a S. Martino rivolto alle scuole primarie dell’Istituto Filottete e Casopero. Il concorso è stato vinto da Sara Librandi e Salvatore Rosa per il Plesso Ferrari, Maria Pia Tangari e  Francesco Trifino per il plesso Butera e per il Plesso Wojtyla,  Emma Cajocoru e  e Scalise Celeste. Per l’occasione, grazie alla collaborazione dell’Associazione Frammenti è rimasto aperto il Museo Archeologico.  La serata è stata conclusa dal concerto dei Parafoné con la loro musica etnica. Una festa che per la partecipazione ha sicuramente fotografato quanto sia grande la voglia di riappropriarsi della libertà di gioire, festeggiare, godere di quella socialità duramente frenata in questi ultimi due anni, ma che ha fatto anche registrare una certa ansia in tanti, per le molte persone presenti senza mascherina, forse perché convinti che la pandemia sia finita, anche se non è così e la prudenza deve suggerire a tutti ancora attenzione. La manifestazione proseguirà giorno 19 prossimo con il tour enogastronomico con il ternino per i ristoranti della città che hanno aderito all’iniziativa, laddove è prevista la partenza dal Museo Civico, previa prenotazione.