Cirò, rosmarino selvatico nelle campagne cirotane aumenta la memoria

Oggi il suo nome non è più Rosmarinus  officinalis L. , ma  bensì Salvia rosmarinus Spenn.  Una pianta amica della salute tanto che secondo diversi studi rivelano che -“  Annusare Rosmarino migliora il cervello e la memoria del 75%”. Il suo olio essenziale stimola l’acetilcolina, un neurotrasmettitore che mette il cervello in condizione di lavorare al massimo dell’efficienza, favorisce la chiarezza mentale, studio  convalidato dagli esperti Moss, Cook, Wesnes, e Duckett (2003), in cui l’inalazione di olio essenziale di rosmarino ha migliorato significativamente le prestazioni per la qualità complessiva della memoria e la memoria secondaria dei partecipanti allo studio. Mentre un altro studio condotto da Mark Moss e Lorraine Oliver presso la Northumbria University, Newcastle ha individuato che il cineolo (un composto di rosmarino) è potenzialmente responsabile per il miglioramento delle prestazioni cognitive e dell’umore. E’ quindi particolarmente utile nel contrastare l’Alzheimer, il decadimento cognitivo e i disturbi della memoria. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Therapeutic Advances in Psychopharmacology, l’odore del rosmarino può aiutare a migliorare lo sviluppo mentale. Questa pianta può anche aumentare la velocità e l’efficacia con cui la mente elabora le informazioni. Lo studio condotto dai ricercatori della Northumbria University, a Newcastle (Regno Unito) ha dimostrato che odorare il rosmarino aumenta la memoria del 60-75%. Vale a dire, il rosmarino aiuta a rievocare i ricordi del passato, ma rafforza anche la capacità di ricordare cose semplici come i fatti quotidiani. I ricercatori suggeriscono che l’odore del rosmarino aiuterebbe anche a stimolare la capacità di fare esercizi mentali di matematica, quindi la memoria prospettica, quella che permette di ricordare le azioni che si vogliono realizzare in futuro. Ma le sorprese non finiscono qui infatti il rosmarino aiuta a combattere il tumore al cervello. Secondo una ricerca dell’Università di Pisa infatti la profumata erba aromatica ha proprietà antitumorali, oltre quelle terapeutiche da tempo accertate, e non solo. La scoperta è il risultato di uno studio, pubblicato sull’International Journal of Biochemistry & Cell Biology, condotto dai ricercatori del dipartimento di Farmacia e biochimica. Il passo avanti è stato dimostrare che i composti del rosmarino risvegliano una “proteina-soldato” fondamentale nella lotta contro il glioblastoma, tumore particolarmente aggressivo che attacca il cervello, spesso con esito mortale. Ma a cosa si devono le qualità antitumore del rosmarino? Secondo Chiara Giacomelli, prima autrice della ricerca, la chiave sta nel carnosolo, “un diterpene presente in spezie come il rosmarino e la salvia, che agisce riattivando la proteina p53, un soppressore tumorale tra i più importanti fattori per il controllo dello sviluppo e della progressione della malattia che risulta inattivo nel 50% dei tumori umani”. Dunque il rosmarino mette il “turbo” al cervello: Uno studio ne dimostra le proprietà  contro gli effetti dei radicali liberi. Una difesa contro Alzheimer, ictus, e la sclerosi laterale amiotrofica. Forse perfino rallentare gli effetti del naturale invecchiamento”. lo sostengono le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori giapponesi e americani, secondo cui i meriti sarebbero di una sostanza: l’acido carnosico. I risultati sono stati illustrati in due diverse pubblicazioni sul “Journal of neurochemistry” e su “Nature reviews neuroscience”. Quindi piantiamo rosmarino nei nostri giardini ci potrà servire.