Convegno Aido comunale di Crotone, rafforzare il dialogo con medici famiglia per diffondere la cultura della donazione degli organi

È infatti, grazie al rapporto privilegiato di conoscenza e di fiducia del medico di famiglia con i pazienti, che si può riuscire nell’intento di trasmettere loro il senso e la necessità del “dono”, tutte quelle buone informazioni, utili e corrette, per dare alle persone la possibilità di fare una riflessione ragionata e una scelta convinta in vita senza lasciare che siano i parenti a prendere decisioni in un momento doloroso della loro esistenza. Il dono corrisponde a una modalità di essere: nel caso della donazione si dà qualcosa di così tanto importante da permettere a qualcun altro di vivere.

 Il ruolo dei medici di famiglia può andare dunque in due direzioni: sostenere chi perde una persona cara, ma anche accompagnare la famiglia del ricevente. “Mi fanno morire” è un timore che circola tra le persone dinanzi alla richiesta di diventare un probabile donatore: è importante dunque far conoscere gli aspetti tecnici, che non sono mai abbastanza chiari e spiegare bene che non è così.

Un delicato e oneroso compito che dovrà svolgere anche il medico di base che agisce su un vasto bacino di utenza, proprio dove l’Aido in qualità di associazione ha bisogno di raggiungere.

Il convegno ha trattato dunque gli aspetti etici, scientifici e legali senza tralasciare l’aspetto umano che è stato affrontato in una tavola rotonda con le testimonianze dirette della famiglia Formaro capaci di donare gli organi della congiunta Nicolina deceduta prematuramente in seguito ad un’emorragia cerebrale per rottura di aneurisma, e attraverso il racconto di una giovane paziente trapiantata protagonista di una sensazionale storia di vita.

Tante le parole, i messaggi, da portare a casa dopo questo convegno: donazione di organi che è dono di vita; la necessità di comprendere le leggi, la rete, indispensabile perché una società proceda in modo equilibrato e la relazione che ogni medico deve imparare ad avere con i pazienti in ultimo ma non meno importante la tecnologia, davvero essenziale nell’ambito dei trapianti.