Pescatori in ginocchio per il caro gasolio, Protesta sul Porto di Crotone

I costi per uscire a mare superano il guadagno della vendita del pescato, poichè i numeri sono sempre più risicati. Tra le cause anche la Guerra in Ucraina, ma il prezzo del gasolio è aumentato negli ultimi mesi  nel giro di un anno, e adesso bisogna capire se uscire in perdita o diminuire le uscite. Il conflitto bellico, dunque, darebbe il colpo di grazia al settore in crisi. «Sono a rischio dei posti di lavoro, in molti settori e ancor di più nel settore della marineria – sono le parole di Stefania Taverniti della  Flai Cgil – c’è già speculazione in questo settore, ma ci aspettiamo un provvedimento rapido altrimenti questo lavoro avrà ripercussioni».

Da più di una settimana i porti italiani sono con le barche ferme nei porti perchè non si può continuare: «Uscire in barca oggi costa davvero, e dipende dalle imbarcazioni, una come la nostra ci vogliono duemila euro  tra contributi e gasolio  a ventiquattrore – ha aggiunto  l’armatore Gregorio Carello –  quello che chiediamo noi dicono che è dovuta alla guerra, ma noi già da settembre ogni settimana che facciamo gasolio abbiamo un introito basso. Le marinerie calabresi sono unite perchè siamo in ginocchio, ci hanno sempre insegnato che l’Italia è una penisola e quindi dovremmo vivere quanto meno di pesca al 60%, ma anche il mare  è in ginocchio».

Il gasolio per i pescherecci da 0, 50 euro a 1,20   riflette sul reddito delle imprese ma anche sul reddito dei lavoratori «Cè la necessità di avere interventi mirati per permettere ai pescatori di poter ritornare in mare perchè adesso l’indotto è fermo», ha concluso Daniele Gualtieri Segretario Generale della Fai Cisl Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Nei giorni scorsi, poi, un’interlocuzione con il presidente della Provincia di Crotone Sergio Ferrari per ripartire dal verbale d’incontro e gli impegni assunti nel 2021 per le royalties ai pescatori calabresi: «Ci auguriamo che la vicenda si risolva per avere le royalties per il mancato pescato. A noi non interessa quanto l’Eni estrae rispetto alla aree, a noi interessano i pescatori. Bisogna far ritornare al centro degli accordi di programma i pescatori».