Cristian e il suo cavallo “Furia” percorrono un lungo viaggio attraversando tutta Italia, fanno tappa a Cirò Marina accolto dal maestro equestre De Leo

Partito da Rocca Secca Dei Volsci, in provincia di Latina il 24 maggio del 2021, accompagnato  dal suo compagno d’avventura, il suo amato cavallo “Furia”, un Morello di 17 anni, Cristian Moroni, è giunto nel tardo pomeriggio di oggi a Cirò Marina, accolto e ospitato dai proprietari del maneggio guidato dal maestro equestre, Vincenzo De Leo. Un lungo viaggio che ha percorso a piedi e a cavallo tutto il perimetro del nostro stivale, dove dapprima lo ha portato fino alla Valle d’Aosta per poi, seguendo un percorso senza vincoli e limiti, ha raggiunto la costa  fino a Trieste e poi ancora scendere lungo il litorale fino a noi. Un viaggio che contrariamente a quello si potrebbe pensare o immaginare, non ha avuto nessuna motivazione sociale, bensì, come ci ha dichiarato, mentre stanco sorseggiava un birra, capelli lunghi e barba folta, “perché ho preso la decisione convinta di volere continuare la mia vita da uomo libero, libero da vincoli, libero da legami affettivi familiari, libero dall’oppressione di una vita condizionata da scelte altrui, oberati da burocrazia e falsi miti”.” “Questo  perché sentivo il desiderio di essere accettato per quel che sono, senza arroganza, ma aprendo la mia mente a nuove conoscenze e prospettive”. Percorrendo così circa 30/40  chilometri al giorno, dopo un anno, senza soldi, ma affidandosi a ripari di fortuna e alla generosità di negozianti o famiglie, ho vissuto la mia vita in compagnia del mio inseparabile cavallo Furia, che mi è stato accanto e oggi ancor di più, come un’ombra. Originario di Santu Lussurgiu, nell’Oristanese in Sardegna, poi trasferitosi a Rocca Secca dei Volsci, lì ha deciso di seguire l’esempio del nonno che ha vissuto per più di trent’anni in una grotta in solitudine, per capire e comprendere cosa fosse giusto per se stesso. Da qui la decisone di vivere da spirito libero, non per abbandonare il mondo, ma vivere secondo  regole semplici, che ti fanno stare bene, rispettando tutti, non giudicando nessuno né tantomeno essere giudicato. Leggiamo nei suoi occhi stanchi, ma sereni, che, contrariamente alla credenza popolare,  lui non si preoccupa, anzi al contrario, si preoccupa molto, ma non sui voti, sul denaro o sulla vita, si preoccupa di ciò in cui crede e non teme di restare solo. Come tutti gli spiriti liberi a lui non importa sedersi a casa il sabato sera e leggere un libro. A loro non importa essere single. A loro non importa essere in una relazione. A loro non importa di non avere amici con cui uscire. Sono molto tranquilli al riguardo e non consentono alle loro relazioni con gli altri di definirli. In realtà, non lasciano davvero che nulla li definisca. Cerchiamo di capire quale fosse stata la motivazione intima che lo ha spinto a fare questa scelta di vita e apprendiamo che tutto nasce da un sogno che ha fatto nel 2005, quando, ricorda, “ho sognato papa Woytila, mentre passeggiava da uomo libero sulle sue montagne in Valle D’Aosta”. E proprio nel museo di Lorenzago, ci dice Cristian, ho lasciato e donato un mio quadro dedicato a Papa Giovanni. Durante il mio lungo viaggiare solitario, ho realizzato ben quattro diari e sulle pagine delle località, dove ho trovato ospitalità, oggi a Cirò Marina, opporrò il timbro dell’azienda che mi ha ospitato, quindi il timbro del maneggio del Cavaliere Vincenzo De Leo, che lo ha accolto insieme a Furia, scambiando sensazioni ed esperienze. Partito oggi, 3 giugno, alla volta di altra località, senza una meta precisa, ma ci ha assicurato che il suo viaggio da spirito libero, non si fermerà. Conta infatti di continuare la sua vita da uomo libero programmando di andare anche in Sicilia e Sardegna e, magari, riprendere fino a quando potrà a ritornare sui luoghi fino ad oggi conosciuti e creare qualcosa con chi ha condiviso i suoi momenti di vita da uomo libero.