Cirò, l’Istituto delle suore Francescane di Sant’Antonio chiude i battenti

Un altro tassello sociale importante scompare a Cirò: chiude i battenti già da settembre con il trasferimento delle suore presenti,  l’istituto “Gesù Bambino” delle suore francescane di Sant’Antonio, orfanotrofio, scuola dell’infanzia parietaria, dove un tempo le ragazze  andavano per apprendere un mestiere: le ricamatrici. Ultima superiore del convento  suor Filomena Samà. E’ quasi un secolo che l’istituto “Gesù Bambino” esiste, ed è sempre stato ritrovo di bambini e di persone  bisognose, una istituzione presente a Cirò ed importante per i tanti giovani che trovano in esso  momenti di gioco e di rifugio, grazie al lavoro che le suore hanno sempre fatto nel sociale per il bene del paese. Nel 1939 le povere figlie  di Sant’Antonio- scriveva lo storico Egidio Mezzi- si portarono a Cirò per  aprirvi un orfanotrofio per  le bambine in grave difficoltà. A chiamare le suore a Cirò fu la nobil donna Teresa Siciliani  col sostegno  autorevole di Mons. Raffaele Fagiano, vescovo di Cariati. Donna Teresa, sino alla fine dei suoi giorni (1952),visse in comunità nel collegio che considerava la pupilla dei suoi occhi. Impegnata  totalmente al servizio  delle orfanelle, non risparmiò le sue energie per promuoverle  e formarle spiritualmente nell’Istituto da lei fortemente voluto. Donna Teresa– si legge ancora nel libro dello storico Mezzi–  per dare sicurezza di vita al nascente  orfanotrofio, con atto pubblico redatto il 28-10- 1944 fece una generosa donazione all’Istituto delle suore Francescane ed il palazzo di casa Pometti di via Nicotera dove oggi sorge l’Istituto. Molte sono state nel corso degli anni le superiori almeno otto, come  suor Evelina Salerno una figura carismatica e amata dalla popolazione e l’ultima suor Filomena Samà. Come pure non ricordare suor Marta e suor Giocondina che sono stati importanti per la crescita dei bambini.  Le suore francescane dell’Istituto hanno sempre assicurato assistenza alle giovinette affidate dalle famiglie,  hanno gestito l’orfanotrofio,  assicurato attività di scuola materna, attività di laboratorio, , soprattutto di ricamo cucito e taglio ed attività parrocchiale. Alcune delle ragazze provenivano da famiglie numerose o disgregate, le quali venivano assistite fino all’età di 18 anni. Oggi la presenza delle suore e della scuola dell’infanzia era per Cirò un pilastro per la società che da settembre verrà meno, facendo impoverire il tessuto sociale ancora una volta. Intano si apprende che l’istituto e’ ritornato  a S.E. il vescovo e che successivamente sarà consegnata alla Parrocchia di Cirò.