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Nuovo cammino a piedi ispirato ai monaci basiliani di cui San Nicodemo Abate da Cirò ne faceva parte

Oggi c’√® un nuovo cammino a piedi ispirato ai monaci basiliani di cui San Nicodemo Abate da Cir√≤ ne faceva parte, che conduce attraverso boschi fatati, borghi sospesi nel tempo e natura incontaminata. √ą il¬†Cammino Basiliano, il percorso a piedi per scoprire l’angolo pi√Ļ autentico e meno conosciuto della¬†Calabria percorsi da Santi e Monaci.¬†Il¬†Cammino Basiliano¬†√® […]

LaRedazione

Cirò, lunedì 05 Settembre 2022.

Oggi c’√® un nuovo cammino a piedi ispirato ai monaci basiliani di cui San Nicodemo Abate da Cir√≤ ne faceva parte, che conduce attraverso boschi fatati, borghi sospesi nel tempo e natura incontaminata. √ą il¬†Cammino Basiliano, il percorso a piedi per scoprire l’angolo pi√Ļ autentico e meno conosciuto della¬†Calabria percorsi da Santi e Monaci.¬†Il¬†Cammino Basiliano¬†√® lungo 1390 Km totali √® suddiviso in 73 tappe e va dal nord al sud della regione, parte da Rocca Imperiale e giunge fino a Reggio Calabria. E‚Äô stato messo a punto da¬†Carmine Lupia ex direttore della Riserva Valli Cupe-:‚ÄúDopo quattordici anni di studio, otto anni di cammino e di revisione delle tracce GPS, – ha detto- finalmente √® stato ultimato dalla associazione Camminatori Basiliani, il Cammino Basiliano che percorre la¬†Calabria da nord a sud per 955 Km, soprattutto su sentieri e piste‚ÄĚ. San Nicodemo di Cir√≤ probabilmente si era¬† aggregato¬† con i monaci provenienti da Rossano, forse in compagnia di San Nilo (suo contemporaneo e vicino di casa),¬† per raggiungere i monaci della locride¬† facendo tappa prima a¬† Gerace che in linea d‚Äôaria dista circa 144 chilometri, anche se¬† la¬†distanza¬†di guida¬†√®¬†206¬†km, ¬†per poi fermarsi a Mammola. E se un uomo pu√≤ percorrere in media 6 km in una ora, la poteva raggiungere in circa 30 ore,¬† e considerando le soste fisiologiche e qualche tratto di¬† pista¬† problematica, dunque partendo da Cir√≤ poteva essere a Gerace anche in soli due giorni. La tappa sarebbe dovuto passare obbligatoriamente ¬†da Rosarno, dove¬† esisteva un complesso monastico¬† edificato dai Monaci Basiliani sulla collinetta denominata Badia, intitolato a Santa Maria del Rovito. Unica testimonianza dell‚Äôantichissimo convento √® una preziosissima croce bizantina in argento del sec. XII, conservata nel Monastero basiliano di Grottaferrata, lo stesso monastero dove si trovava San Nilo; l‚Äôaltra tappa obbligatoria era Polistena dove vennero a stanziarsi monaci Basiliani che, tra l’altro, introdussero i culti di S.Marina e della Madonna dell’Itria, la stessa che si venera nella terra di San Nicodemo. Queste sono ¬†alcune¬†tappe del Cammino Basiliano odierno sulle tracce dei monaci con partenza da Rocca Imperiale, ¬†proseguendo poi per Sibari, Corigliano, Rossano, Bocchigliero, Umbriatico, Verzino, Castel Silano, San Giovanni in Fiore, Lago Ampollino Petilia P. Convento Santa Spina, Mesoraca Convento Ecce Homo, Catanzaro, ¬†Serra San Bruno, Santa Caterina allo Ionio, Guardavalle, Monastero Bizantino di Bivongi, Mammola, Gerace, Reggio Calabria. Dunque alla luce di questo nuovo rinvenimento,¬† si potrebbe pensare che il giovane Nicodemo Dima aiutato nella sua impresa¬† dal suo maestro Galatone e da San Nilo da Rossano¬†¬† si aggregarono¬† insieme¬† per raggiungere Gerace e poi Mammola passando da Umbriatico, Petelia, Mesoraca, Catanzaro, Serra San Bruno, Rosarno, Polistena, e finalmente Gerace e Mammola . Questo in risposta¬† a quegli autori che in passato¬† hanno affermato che era impossibile per il giovane Nicodemo¬† raggiungere la locride, quando si √® appena accertato invece ¬†che lo avrebbe raggiunto in soli due giorni di cammino, avvalorando cos√¨ la tesi dell‚ÄôAbate Generale Basiliano d‚ÄôItalia, Apollinare Agresta, non un semplice scrittore o pseudo tale, uno dei pochi che aveva letto il manoscritto originale(Bios) sulla vita di San Nicodemo, scritto dal Monaco Nilo, originale andato disperso, di cui oggi esiste una copia imprecisa e zeppa di errori scritta dal calligrafo Daniele nel 1308. Nessuno degli autori successivi ad Agreste¬† si √® mai preoccupato di trovare documenti inediti e originali, hanno solo fatto ipotesi¬† senza alcuna prova, ma tutti hanno cercato di individuare le saline di Sicros, trovandole, ma che ¬†nulla aveva a che fare con San Nicodemo Abate da Cir√≤‚ÄĚPsicron‚ÄĚ, ¬†niente √® stato trovato ¬†sul cammino dei monaci, nessun documento originale, e nessuna ricerca seria √® stata fatta presso la biblioteca Vaticana dove sicuramente esiste la bolla papale di¬† Papa UrbanoVIII del 1630 e la bolla papale di Papa Clemente XII¬† che lo proclamano Patrono e cittadino di Cir√≤, o la documentazione della causa¬† fatta in vaticano tra i due vescovi calabresi di Gerace e Umbriatico per accaparrarsi il corpo del Santo. Queste sono le verit√† da ricercare, √® facile portare farina al proprio mulino, ma senza documenti originali la storia verta rimane quella di Apollinare Agresta, l‚Äôunico che aveva letto il bios originale. Tutti gli altri¬† lasciano il tempo che trovano.

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