
Esodo giovanile a Crotone: un allarme rosso
Crotone è una città che, inesorabilmente, perde la popolazione giovanile e, di conseguenza, invecchia, compromettendo il suo futuro economico e sociale.
I dati raccolti dalla ricerca della Cgia sono allarmanti: la provincia di Crotone ha perso, in 10 anni, più di 8000 giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Ci troviamo ad affrontare una crisi demografica senza precedenti: giovani talenti ed energie vitali stanno abbandonando la città, riducendo il potenziale di innovazione e crescita economica del nostro territorio, già provato da strutturali difficoltà di sviluppo.
L’emigrazione giovanile è sempre stato un fenomeno sociale diffuso nel nostro territorio, troppo spesso strumentalizzato e puntualmente trascurato, al limite dell’irresponsabilità, dalla classe politica locale. Una classe politica che non è stata all’altezza di affrontare con competenza, perseveranza e tenacia le cause profondamente strutturali di questo fenomeno:
- un mercato del lavoro stagnante, che non offre opportunità di crescita professionale,
- le carenze infrastrutturali,
- la precarietà dei servizi.
Una miopia politica che ci costerà cara.
La perdita di giovani talenti e forze lavoro ha impatti negativi su diversi aspetti dell’economia crotonese. Determina fatalmente:
- il declino del tessuto imprenditoriale,
- l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento della spesa sociale,
- il depauperamento del settore terziario,
- la fuga di capitali e la diminuzione di investimenti nel territorio.
Di fronte a questa emergenza, le amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni, e in particolar modo negli ultimi, hanno dimostrato una preoccupante incapacità di elaborare strategie efficaci per contrastare lo spopolamento giovanile. Le politiche adottate sono state spesso frammentarie e insufficienti, incapaci di affrontare le cause profonde del problema.
I nostri giovani sono spesso ai margini delle politiche implementate, isolati, privi di luoghi di aggregazione, che sono fucina di innovazione sociale e spazi in cui si tessono relazioni e reti sociali che canalizzano il capitale umano di qualsiasi realtà.
Le iniziative messe in atto, più che andare in questa direzione, tradiscono una superficiale idea di Fast Food Culturale, caratterizzato da una soddisfazione istantanea di un bisogno sociale profondo, attraverso esperienze effimere, che si esauriscono rapidamente senza contribuire all’arricchimento intellettuale o spirituale delle persone coinvolte.
In altre parole, chi partecipa a tali eventi viene considerato come un consumatore passivo, non coinvolto attivamente nella riflessione o nell’impegno.
Tutto questo avviene in una totale assenza di azioni concrete, che possano rilanciare la dimensione lavorativa e incentivare i giovani a rimanere nel territorio.
Stancano le dichiarazioni che imputano ai giovani il dovere di investire nel territorio, senza però offrire loro le condizioni per farlo.
È giunto il momento di cambiare rotta e adottare un approccio più ambizioso e lungimirante.
Le politiche giovanili saranno al centro della nostra azione politica, perché crediamo fermamente che sia possibile invertire il trend, agendo su più fronti in modo sistematico e con una chiara visione d’insieme. Questo deve partire da un intenso lavoro sulle condizioni strutturali, mettendo al centro il coinvolgimento diretto dei giovani, per stimolarne la partecipazione attiva e la riflessione.
Bisogna assolutamente trovare il modo di collaborare tra istituzioni, imprese e società civile, per rilanciare una visione collettiva della città, in cui i giovani siano attori attivi e portatori di idee e innovazione, valorizzandone il potenziale socio-economico, ma soprattutto umano.
DemoS Crotone




