
Grande partecipazione alla petizione popolare del 28 febbraio e 1° marzo 2026: cittadini, pescatori e famiglie uniti per la tutela della sardella e della tradizione locale.
Si è conclusa con una straordinaria partecipazione popolare la petizione per la tutela della pesca tradizionale del novellame, svoltasi nelle giornate del 28 febbraio e 1° marzo 2026 a Cirò Marina. Migliaia di cittadini hanno firmato ed espresso il proprio sostegno all’iniziativa promossa dal Movimento Popolare Cirò Marina, a difesa di una pratica storica fortemente radicata nel territorio e legata alla produzione della sardella, simbolo dell’identità culturale locale.
L’adesione massiccia all’iniziativa testimonia quanto il tema sia sentito dalla comunità: non solo pescatori e operatori del settore, ma anche famiglie, giovani e anziani hanno voluto manifestare il proprio sostegno a una tradizione che rappresenta, da generazioni, una fonte di reddito e un patrimonio culturale di valore inestimabile.
«La risposta dei cittadini è stata chiara e forte: la comunità di Cirò Marina chiede di non cancellare una tradizione secolare, ma di regolamentarla in modo serio e sostenibile», Andrea Doria ha dichiarato «Non chiediamo liberalizzazioni indiscriminate, ma regole chiare, controlli rigorosi e un confronto istituzionale che tenga insieme tutela ambientale e dignità del lavoro dei pescatori».
L’iniziativa punta infatti all’apertura di un tavolo tecnico con le istituzioni competenti, al fine di valutare una possibile deroga regolamentata e circoscritta per la pesca tradizionale del novellame, accompagnata da limiti temporali, monitoraggi scientifici e controlli stringenti. L’obiettivo dichiarato è quello di conciliare la salvaguardia dell’ecosistema marino con la tutela delle economie costiere e delle tradizioni locali.
La petizione proseguirà anche online sulla piattaforma Change.org, per consentire a cittadini e sostenitori di continuare ad aderire all’iniziativa. I promotori annunciano inoltre che, nei prossimi giorni, le firme raccolte saranno formalmente trasmesse alle autorità competenti, chiedendo un riscontro tempestivo e l’avvio di un confronto istituzionale concreto.
«Questa mobilitazione dimostra che Cirò Marina non è disposta a rinunciare alla propria identità. Difendere la pesca tradizionale del novellame significa difendere il lavoro, la cultura e la storia di un intero territorio».















