“L’Autorità Idrica Calabrese è uno strumento fondamentale per la programmazione territoriale ed è indispensabile che si avviino nel più breve tempo possibile le procedure per l’individuazione dei comuni che ne faranno parte. L’AIC ha come obiettivo fondamentale quello di riconsegnare nelle mani dei sindaci il patrimonio idrico calabrese. A questo proposito, dopo un’attenta analisi dell’attuale legge, ho rilevato come il meccanismo di selezione dei componenti dell’AIC (Art. 8) non sia in grado di garantire un’adeguata rappresentanza a tutti i Comuni. Di fatto l’attuale normativa prevede la presenza di membri di diritto e favorisce numericamente i sindaci dei grandi comuni a discapito dei ben più numerosi sindaci dei piccoli comuni calabresi.
Con la proposta di modifica alla legge 18/2017 si cancellano i componenti di diritto dell’autorità idrica e vengono ridefinite le fasce demografiche secondo il modello utilizzato a livello governativo per l’individuazione del numero dei componenti di consigli comunali. Inoltre, nell’individuazione del numero dei comuni per ogni fascia demografica che faranno parte dell’assemblea, è stato utilizzato un metodo di calcolo che tiene in stretta considerazione sia il numero dei comuni che il numero di abitanti. Si avvalora così il criterio della rappresentanza dei sindaci, soprattutto quello dei piccoli comuni, che nella legge attualmente in vigore sono sfavoriti nonostante siano più numerosi di quelli dei grandi comuni. Non a caso, per l’individuazione del numero dei comuni per ogni fascia, nella ponderazione tra numero di abitanti e numero di sindaci è stato assegnato nel calcolo un valore aggiunto alla seconda variabile.
È evidente come la normativa sull’AIC necessiti di ulteriori migliorie relativamente soprattutto ai compiti spettanti al consiglio direttivo che andranno meglio definiti ma è indispensabile in questa fase apportare questa modifica sostanziale che consentirà di coinvolgere tutti i sindaci calabresi nei processi decisionali sulla gestione del servizio idrico integrato.
L’auspicio è che questa modifica arrivi al più presto all’attenzione del consiglio regionale così che si possa in brevissimo tempo completare le procedure per l’individuazione dei comuni che faranno parte dell’AIC e avviare una programmazione che consenta di superare le tante criticità del servizio idrico integrato”.
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il servizio idrico dovrebbe essere per il 100% in mano alla Regione Calabria. Il governatore dovrebbe nominare un assessore o un commissario che si occupi delle acque ( potabili ed irrigua) calabresi