
Cirò- Copernico, Galileo, e Luigi Lilio a confronto in una relazione scientifica sul calendario gregoriano grazie a Francesco Vizza, studioso del calendario gregoriano, ricercatore associato senior e già direttore del Cnr-Iccom di Firenze. In una recente pubblicazione contenuta nei Proceedings of the 43rd Annual Conference (Padova, 5-8 settembre 2023) e in un volume dell’Accademia di Scienze e Lettere la Colombaria di Firenze dedicato a Copernico, Francesco Vizza, mette in relazione il calendario gregoriano con tre studiosi: Copernico, Galileo, e Luigi Lilio, personaggio quasi sconosciuto. Medico e astronomo calabrese di Cirò, Lilio riuscì ad elaborare il calendario gregoriano, emanato nel 1582, utilizzando dati astronomici contenuti nelle “Tavole Alfonsine”, di fatto “imbrigliando” il tempo nella storia.
La pubblicazione tende a chiarire- scrive il ricercatore Vizza- il ruolo di Copernico i cui calcoli, a differenza di quanto sostenne Galileo, non furono utilizzati da Lilio per riformare il vecchio calendario giuliano. Un equivoco che nasce con Galileo quando, in una famosa lettera del 1615, scrive a Cristina di Lorena, Granduchessa di Toscana, argomentando la teoria eliocentrica. Fra i tanti argomenti affrontati, prosegue Vizza- a proposito di Copernico e il calendario gregoriano sostiene: “(Copernico) con fatiche veramente atlantiche a tal esattezza ridusse la notizia de i periodi de i movimenti celesti, che si guadagnò il titolo di sommo astronomo; e conforme alla sua dottrina non solamente si è poi regolato il calendario, ma si fabricarono le tavole di tutti i movimenti de i pianeti”. Documenti della Chiesa, coevi alla riforma del calendario, scrive Vizza- smentiscono Galileo.
Infatti nella bolla papale inter gravissimas Gregorio XIII afferma che l’autore della riforma è Luigi Lilio e suo è il “geniale ciclo delle epatte”. Lo stesso concetto è ripetuto nel Compendium, un riassunto dei calcoli di Lilio. Come segno di riconoscenza per l’operato di Lilio, Gregorio XIII concede nel 1582 i diritti alla stampa del calendario per 10 anni ad Antonio, fratello di Luigi Lilio non più in vita; infine, nella Relazione della Commissione è riportato l’anno alfonsino medio scelto da Luigi Lilio per l’assetto degli anni bisestili e non quello di Copernico. Eppure, nonostante queste inconfutabili evidenze, Galileo afferma che grazie ai calcoli e alla dottrina di Copernico è stato riformato il calendario. È però vero che Copernico viene chiamato in causa nel Compendium di Luigi Lilio, che riporta una ipotesi di intercalazione degli anni bisestili in base alle misure dell’anno variabile di Copernico.
Queste misure erano astronomicamente incerte e “assurde” come ebbe a dire il gesuita Cristoforo Clavio, primo matematico della Commissione papale istituita da papa Gregorio XIII per approvare o respingere la proposta di riforma del calendario di Luigi Lilio. Tuttavia Galileo, per alleggerire la sua posizione di “eretico”, tentava di legare strettamente Copernico alla Chiesa cattolica romana, che aveva, a suo parere, già accettato nel 1582 i calcoli e la dottrina di Copernico per riformare il calendario. Le cose non andarono così, conclude il ricercatore Vizza- ma questa informazione divulgata da un grande della scienza come Galileo, condiziona tuttora i divulgatori scientifici quando viene trattato l’argomento del calendario gregoriano adoperato da oramai da 442 anni.