
Nel vasto ecosistema dei benefit aziendali, i buoni pasto si confermano come lo strumento più diffuso e apprezzato per sostenere il benessere dei lavoratori in modo semplice e immediato. Per molte organizzazioni, l’adozione di questa soluzione rappresenta il primo passo verso una strategia di welfare strutturata, poiché permette di migliorare concretamente la quotidianità dei collaboratori senza appesantire i flussi operativi interni. Tuttavia, quando un’impresa decide di introdurre questo benefit, la domanda fondamentale che guida la scelta manageriale riguarda la sostenibilità finanziaria e, nello specifico, quanto costa un buono pasto all’azienda in termini di investimento complessivo. Comprendere questa dinamica è essenziale per ottimizzare il budget destinato alle risorse umane e massimizzare il ritorno sul valore offerto al personale.
La differenza tra valore nominale e costo reale
È importante chiarire che il costo buoni pasto per azienda non coincide semplicemente con il valore facciale stampato sul ticket o caricato sulla tessera. Se un’azienda decidesse di erogare la stessa cifra direttamente in busta paga come aumento salariale, dovrebbe farsi carico di una serie di oneri previdenziali e contributivi che farebbero lievitare la spesa finale di circa il 30-40%. Al contrario, i costi per i buoni pasto per l’azienda sono abbattuti da un regime fiscale di estremo favore che li rende molto più convenienti rispetto alla remunerazione monetaria tradizionale. Analizzando quanto costano i buoni pasto alle aziende, bisogna dunque considerare il risparmio derivante dall’assenza di contributi INPS e dei premi INAIL, oltre che dalla piena deducibilità dei buoni pasto, fattori che trasformano questo benefit in una soluzione ad alta efficienza economica.
Trattamento fiscale e vantaggi della deducibilità
Il vero spartiacque nella valutazione del buoni pasto costo azienda è rappresentato dalla soglia di esenzione fiscale, che per i formati elettronici e digitali è stata significativamente innalzata negli ultimi anni. Finché il valore del buono rimane entro i limiti stabiliti dalla normativa, esso non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente, risultando quindi totalmente esentasse per il lavoratore. Dal punto di vista del datore di lavoro, il costo dipende anche dalla loro piena deducibilità ai fini delle imposte dirette (IRES o IRPEF). Questa agevolazione permette di risparmiare sulle tasse a fine anno, rendendo il costo netto dei buoni pasto decisamente inferiore rispetto a qualsiasi altra forma di integrazione al reddito. Questa efficienza fiscale consente alle imprese di offrire un supporto concreto al potere d’acquisto dei propri dipendenti, mantenendo allo stesso tempo un controllo rigoroso sul bilancio aziendale.
La gestione efficiente con le soluzioni Pluxee
In questo contesto di ottimizzazione, i Buoni Pasto Pluxee rappresentano una soluzione ideale per gestire il benefit con la massima agilità. Grazie alla possibilità di utilizzare la card elettronica e l’app per smartphone, card elettronica e app per smartphone, Pluxee offre uno strumento flessibile e moderno che si adatta alle abitudini digitali dei dipendenti. Per le imprese, il vantaggio è duplice: da un lato si garantisce la deducibilità al 100% del costo, elemento chiave nella pianificazione finanziaria, e dall’altro si semplifica l’amministrazione del personale attraverso processi di ricarica veloci e trasparenti, eliminando gli sprechi e assicurando un monitoraggio costante della spesa complessiva.




