Il Lichene blu, bel colore, blu cobalto intenso su rami e tronchi di latifoglie di luoghi umidi, si tratta del Pulcherricium caeruleum (Lam.) Pamasto (1968) (= Terana caerulea (Lam.) Kunlze (1981)) della Famiglia delle Corticiaceae. Questo fungo non commestibile, è stato descritto per la prima volta nel 1779 da Lamarck. Il Lichene blu produce un importante antibiotico chiamato “Cortalcerone” che inibisce la crescita del batterio Streptococcus pyogenes. Si trova interamente e saldamente attaccato al substrato di crescita (resupinato), con i margini leggermente sollevati e inizialmente biancastri, superficie (imenoforo) liscia poi verrucosa, vellutata di colore blu, blu intenso, blu cobalto. Si tratta di un fungo molto appariscente, saprofita, appartenente alla famiglia delle Corticiaceae e con la caratteristica di seccarsi e di reidratarsi permettendo quindi di vivere a lungo per più stagioni. Su rami e tronchi di latifoglie a terra in luoghi umidi, tutto l’anno. Si presenta inizialmente liscio e successivamente verrucoso. Può occupare anche grandi superfici del substrato di crescita, ricoprendolo quasi completamente il legno, di nessun valore alimentare. Il pigmento blu di questo fungo ha dimostrato di essere una miscela di polimeri strutturalmente correlati all’acido teleforico. La crosta di blu cobalto ha una distribuzione mondiale nei climi più caldi ed è stata segnalata anche in Asia, Africa, Nuova Zelanda, Nord America, Thailandia, e Turchia. Quest’ultimo rinvenimento a dimostrazione che la flora di Cirò è ricca di biodiversità.
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