
Cirò – Bonificata l’area di fronte al cimitero: era una discarica a cielo aperto
L’assessore Francesco De Fine ha annunciato la bonifica dell’area parcheggio del cimitero, ridotta a una discarica per l’inciviltà di chi, invece di usare la raccolta differenziata, abbandona i rifiuti ovunque. Nemmeno il rispetto per i defunti ha fermato questi atti vandalici.
Gli operatori ecologici hanno ripulito la zona, rimangono per ora solo gli ingombranti, i quali verranno ritirati fra qualche giorno, anche se il problema dei rifiuti abbandonati resta.
In un paese dove la raccolta differenziata ha raggiunto il 70% secondo ISPRA, è assurdo che qualcuno attraversi il paese solo per gettare immondizia sotto un ponte, in un dirupo o dietro la prima curva.
Non è solo inciviltà, è una malattia sociale. Le discariche abusive spuntano ovunque: Coppa, Campanise, Rinacchiello, Cappellieri, fino al mare, sulla spiaggia della Marinella, nell’Area SIC della Ginestra Bianca, lungo la SS 106. Ogni angolo del territorio è a rischio, e l’indifferenza lo sta trasformando in un cimitero di veleni.
Abbandonare rifiuti non è solo un gesto vergognoso, è un crimine contro la salute pubblica. Plastica e rifiuti tossici rilasciano sostanze cancerogene nel terreno e nelle falde acquifere. La combustione illegale libera diossine e altri agenti altamente tossici che respiriamo ogni giorno. I tumori legati all’inquinamento non sono un’ipotesi, sono una realtà documentata. Chi oggi chiude un occhio, domani potrebbe essere il primo a pagarne le conseguenze sulla propria pelle o su quella dei propri figli.
Non possiamo più girarci dall’altra parte. Ogni cittadino ha il dovere di proteggere il proprio paese. Segnalare e denunciare non è un’opzione, ma un obbligo morale.
Servono telecamere, controlli e sanzioni severe. Chi inquina deve pagare, perché il danno che provoca non riguarda solo l’ambiente, ma la salute di tutti.
Il nostro territorio, da culla di biodiversità e ambiente salubre, rischia di diventare la culla della morte e dei tumori. La scelta è nelle nostre mani: difendere la nostra terra o condannarla all’agonia.
A voi la scelta.





