
Lo scorso 9 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua e della Cultura Elleniche, il Liceo Classico “D. Borrelli” di Santa Severina ha ospitato una significativa Lectio Magistralis di S. E. Mons. Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, dal titolo “Prometeo e Antigone: dai miti greci alle sfide del futuro”.
L’incontro si è rivelato un momento di alto profilo culturale e formativo, capace di coniugare riflessione umanistica e interrogativi contemporanei. Mons. Parisi ha guidato studenti e docenti in un percorso intenso attraverso il significato del mito, soffermandosi in particolare sul suo valore non come semplice racconto del passato, ma come chiave di lettura della realtà. Il mito, ha sottolineato, non appartiene a un tempo remoto e concluso: esso continua a parlarci, perché custodisce domande radicali sull’uomo, sul potere, sulla giustizia, sulla libertà e sulla responsabilità.
Un passaggio centrale della lectio ha riguardato la tragedia greca. Attraverso quella che è stata definita la “distanza tragica”, i grandi tragediografi come Eschilo, Sofocle ed Euripide riuscivano a trattare questioni profondamente attuali per il loro tempo. La mediazione del mito permetteva di affrontare conflitti politici, tensioni etiche e crisi sociali senza ridurli alla cronaca, ma elevandoli a paradigma universale. In questo modo il teatro diventava uno spazio di riflessione collettiva, in cui la comunità poteva interrogarsi su se stessa.
Particolare attenzione è stata dedicata alle figure di Antigone e Prometeo, due simboli potenti di disobbedienza. Antigone, che sfida la legge dello Stato per obbedire a una legge più alta e non scritta, incarna il conflitto tra norma e coscienza, tra autorità e responsabilità personale. Prometeo, che ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, rappresenta invece il coraggio della conoscenza e il rischio insito in ogni progresso. Entrambi sono “disobbedienti”, ma la loro ribellione non è sterile opposizione: è scelta consapevole, è assunzione di responsabilità, è tensione verso un bene percepito come superiore.
Mons. Parisi ha invitato gli studenti a rileggere queste figure non come personaggi lontani, ma come specchi delle sfide contemporanee. In un tempo segnato da trasformazioni tecnologiche, crisi etiche e tensioni sociali, il mito di Prometeo interroga il rapporto tra sapere e limite, tra potere tecnico e responsabilità morale; Antigone, invece, continua a interrogare il rapporto tra legge e giustizia, tra coscienza individuale e potere politico.
L’incontro si è così trasformato in un’occasione preziosa per riscoprire l’attualità del mondo classico. Non un patrimonio da custodire in modo nostalgico, ma una tradizione viva, capace di fornire strumenti critici per comprendere il presente e orientarsi nel futuro. I miti greci non sono racconti immobili, ma narrazioni dinamiche, capaci di attraversare i secoli e di continuare a parlare alle nuove generazioni. In questo senso, la riflessione su Prometeo e Antigone ha confermato come la cultura classica resti un laboratorio privilegiato di pensiero, in cui il passato illumina il presente e apre prospettive sul domani.






