
Il sistema dell’emergenza-urgenza 118 in Calabria sarebbe in forte sofferenza e la riforma introdotta con la legge regionale n. 32 del 2021 non avrebbe prodotto i miglioramenti attesi. È quanto denuncia il sindacato Nursing Up Calabria, che in un articolato comunicato stampa lancia un allarme sulle criticità organizzative e operative emerse dopo il trasferimento della governance del servizio ad “Azienda Zero”.
Secondo il sindacato, pur essendo condivisibile in linea di principio la riforma del Servizio sanitario regionale, l’accentramento della gestione del sistema di emergenza territoriale avrebbe generato disfunzioni significative. In particolare, il passaggio della direzione e del coordinamento del 118 dalle cinque Aziende sanitarie provinciali alla nuova struttura regionale avrebbe allontanato la governance dai territori, con il rischio di perdere competenze e conoscenze maturate negli anni e di non tenere conto delle specificità locali.
Le prime criticità sarebbero emerse già nei primi mesi del 2024 dalla sala operativa 118 del Sud, dove personale sanitario avrebbe segnalato gravi difficoltà nell’organizzazione dei soccorsi. Tra i problemi evidenziati: carenza cronica di infermieri nella centrale operativa di Catanzaro, mancanza di protocolli condivisi e formazione adeguata, rapporti difficili tra centrali e postazioni territoriali, locali di lavoro inadeguati e problematiche nei trasporti secondari che determinano spesso la scopertura di intere aree.
Il Nursing Up afferma di aver chiesto già nel maggio 2024 l’istituzione di un tavolo tecnico con la Regione e con Azienda Zero per affrontare le criticità, ma la richiesta sarebbe rimasta senza risposta. Nel frattempo, secondo il sindacato, la chiusura delle centrali operative di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone avrebbe prodotto effetti concreti: aumento dei tempi di intervento, ambulanze costrette a coprire distanze superiori ai 50 minuti, tempi di attesa più lunghi nei pronto soccorso e maggiore esposizione del personale a rischi e aggressioni.
A pesare anche la carenza di dotazioni adeguate su alcune nuove ambulanze e l’assenza di figure di coordinamento nelle Aziende sanitarie provinciali, che non hanno potuto espletare le procedure concorsuali previste. Un quadro che, secondo il sindacato, genera incertezza organizzativa, demotivazione tra gli operatori e minori tutele per i cittadini.
Il sindacato ha avviato un’indagine tra il personale del SUEM 118: su oltre 200 operatori intervistati, il 76% ritiene che il servizio sia peggiorato dopo la riforma, il 17% lo considera invariato e solo il 7% migliorato. Inoltre, l’83% attribuisce le criticità alla chiusura delle centrali operative territoriali e l’84% è contrario al trasferimento del personale ad Azienda Zero.
Alla luce di questi dati, il Nursing Up rivolge un appello al presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto, chiedendo una verifica degli effetti della riforma e l’apertura di un confronto istituzionale per rivedere l’organizzazione del sistema di emergenza-urgenza. L’obiettivo, sottolinea il sindacato, è garantire una risposta tempestiva ed efficace ai bisogni di salute dei cittadini calabresi e migliori condizioni di lavoro per gli operatori del 118.




