
Ospite all’ incontro anche l’ex Garante dei detenuti comunale di Crotone Ferraro. Attestato di ringraziamento all’avvocato crotonese
Mercoledì 25 febbraio 2025 si è tenuto, presso l’Aula Tommaso Sorrentino Cubo 3B dell’Università della Calabria, l’atteso convegno dal titolo “Costituzione e detenzione: la funzione della pena nel sistema penitenziario moderno”. L’evento, promosso dai Rotaract Club Acri, Amantea, Cosenza, Trebisacce Alto Ionio Cosentino, Uniecal, ha riunito esperti del diritto, rappresentati delle istituzioni e studenti per riflettere su uno dei temi più complessi e urgenti del nostro ordinamento giuridico.
Al centro della discussione, il delicato equilibrio tra necessita di sicurezza sociale e il mandato costituzionale sancito dall’Articolo 27, che recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
Ai saluti istituzionali del Consigliere Regionale On. Angelo Brutto e del Magnifico Rettore Gianluigi Greco sono seguite le relazioni del Prof. Mario Caterini, della Dott.ssa Lucia Castellano e dell’Avv. Federico Ferraro. L’attività si è conclusa con l’intervento del Governatore del Distretto Rotary 2102 Dino De Marco.
I relatori hanno analizzato le criticità del sistema attuale, toccando punti caldi come il sovraffollamento carcerario, l’efficacia delle misure alternative e l’importanza del reinserimento lavorativo come antidoto alla recidiva. Durante la giornata sono emersi spunti di riflessione significativi, soprattutto dalla relazione accademica del Prof. M. Caterini: dall’evoluzione storica della pena fino alla convinzione che la detenzione debba smettere di essere percepita come mera “vendetta di Stato”.
I rappresentanti dei club Rotaract hanno ribadito il ruolo dei giovani nel sensibilizzare l’opinione pubblica su temi spesso relegati ai margini del dibattito sociale.
L’intervento dell’avv. Ferraro, come Già Garante dei detenuti nel Comune di Crotone, ha offerto uno spaccato crudo, ma necessario sulla vita quotidiana all’interno degli istituti di pena calabresi.
L’iniziativa dei giovani rotariani ha riscosso un’ampio interesse, promuovendo l’idea che discutere di carcere in un’università significhi investire sulla cultura del diritto, nella consapevolezza che la qualità della democrazia si misura anche dalle condizioni delle sue carceri.








