“Nessuno leggendo le dolorosissime pagine di Primo Levi non si è sentito gelare il cuore e si è vergognato di appartenere a questa umanità, nessuno può disattendere l’imperativo del poeta -“Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa, andando per via, coricandosi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli”- ha detto la dirigente Anania nel suo intervento, ed ecco che prosegue- la giornata della memoria diventa il grido straziante di un popolo che, attraverso i pochi superstiti e le tante testimonianze, deve far sentire la sua voce, deve continuare a mantenere vivo il ricordo di un genocidio”. Un monito per un presente e un futuro che possano dirsi migliori, giusti, in cui il diverso sia occasione di crescita e arricchimento etico-culturale. Oggi gli alunni dell’Istituto Giuseppe Gangale di Cirò Marina si legge sulla nota- vogliono ‘fare memoria’, assumendosi la responsabilità di narrare e riflettere su ciò che è stato, a testimonianza del loro impegno contro ogni forma di antisemitismo, ingiustizia, pregiudizio, violenza e disumanizzazione. Il ‘dovere della memoria’ si legge in una nota- inteso come consapevolezza e responsabilità, come impegno contro ogni forma di antisemitismo, ingiustizia, pregiudizio, violenza e disumanizzazione. Entro tale ottica si è posto l’incontro all’Istituto “Gangale”: oltre alla conoscenza è infatti necessaria la consapevolezza, unita al senso critico nei confronti di ciò che è stato, come lezione, come monito per un presente e un futuro che possano dirsi migliori, giusti, in cui il diverso sia occasione di crescita e arricchimento etico-culturale. Lungi da ogni retorica, oggi 27 gennaio, così come in ogni altro giorno, è nostro dovere ricordare, manifestare l’impegno contro ogni forma di discriminazione, di ingiustizia, di intolleranza. Giornate come queste contribuiscono a formare cittadini consapevoli, in grado di affrontare le responsabilità che quotidianamente bisogna assumersi per costruire, coltivare e difendere i valori della giustizia, della tolleranza e del rispetto di ogni forma di diversità. Il 27 gennaio di 77 anni fa la città di Auschwitz fu liberata e fu così scoperto l’orrore di quel campo di sterminio, destinato a diventare il simbolo del genocidio nazifascista. Varcati i cancelli di Auschwitz l’inenarrabile scempio dell’odio colpì le coscienze dei popoli. Proprio la narrazione di quegli orrori è strumento indispensabile per arginare le radici del male commesso, tramite l’imprescindibile assunzione di responsabilità. Il racconto dei superstiti, l’impegno dei tribunali internazionali, il lavoro degli storici, l’istituzionalizzazione della giornata della memoria, momenti di riflessione come il nostro, mantengono vivo il ricordo di ciò che è stato, destano le nostre coscienze sulle conseguenze della violenza, sulle atrocità causate dall’estremismo ideologico, dalla guerra, dall’odio e dall’intolleranza. Ricordare è, dunque, un dovere verso l’umanità, un atto di civiltà, garanzia di crescita, presupposto per una società giusta, moderna. Entro tali termini, il 27 gennaio trascende ogni limite storico per farsi monito perenne per tutta l’umanità: non esiste alcun futuro senza memoria. L’ignoranza, l’odio, la paura, i pregiudizi restano ancora oggi pericoli da contrastare e giornate come queste possono fare la differenza, possono contribuire a destare le coscienze. Viviamo in una fase di estrema fragilità e difficoltà, nella quale possono riaffermarsi estremismi e fanatismi: entro tale prospettiva, la memoria si spoglia della rituale celebrazione per farsi attualizzazione degli insegnamenti della storia, del passato. Onorare e perpetuare la memoria significa quindi contrastare l’odio, il male che l’uomo può scatenare, vuol dire educare alla civile convivenza e al rispetto delle diversità, significa garantire un futuro di pace e di democrazia. Numerose sono state gli interventi e le tematiche affrontate dagli alunni, infatti dopo i saluti e l’apertura dei lavori a cura della Dirigente scolastica, prof.ssa Serafina Rita Anania, l’alunna Irene Novello di V Liceo Classico fa una breve introduzione che ribadisce l’importanza della giornata e il valore educativo dell’incontro, quindi vengono presentati i seguenti interventi e approfondimenti. La V SIA: ha presentato un video realizzato dalla classe in forma di antologia di testimonianze reinterpretate tramite immagini e scene emblematiche, prodotte dagli stessi ragazzi, al fine di narrare le condizioni disumane delle vittime della Shoah. E’ seguito poi l’intervento della VA Alberghiero, che ha presentato un lavoro multimediale in cui, dopo aver sintetizzato i fini dell’ideologia nazista, vengono precisati i luoghi dell’inferno dell’Olocausto, con un’appendice di testimonianze costituite da un brano tratto dal Diario di Anna Frank, da citazioni di Primo Levi, da un testo di Giuseppe Bordi e dalle poesie” C’erano uomini”di Maria Ruggi e “Una macchia di sporco”di Hanus Hachenburg.
Il terzo contributo viene presentato dagli alunni della V AFM, che propongono una riflessione nata dalla lettura del libro “Il maestro di Auschwitz”in forma di video, dal titolo “Un’ancora nell’abisso degli orrori”. Il lavoro vuole ribadire l’importanza della memoria della Shoah, soffermandosi su come la speranza possa rappresentare un’ancora di salvezza dall’abisso degli orrori. Poi è toccato alla presentazione del video realizzato dagli alunni della V Turismo, i quali recano un contributo sulla condizione femminile nei campi di concentramento, mettendo in evidenza, oltre alla perdita dell’identità, l’atroce spoliazione di ogni aspetto della femminilità e, non da ultimo, l’importanza della solidarietà sorta tra le donne dei lager, quale speranza di vita contro ogni forma di disumanità. Il quinto intervento è stato a cura degli alunni della V CAT, che approfondiscono le strutture dei campi di concentramento, precisandone lo status di “unità amministrative legalmente indipendenti, sottratte al codice penale ed ai comuni procedimenti giudiziari”. Dei vari lager tristemente noti vengono prese in esame strutture e rispettive funzionalità, con dettagliate planimetrie, dalle quali si evincono le spaventose condizioni di vita per cui la sopravvivenza, in genere, non oltrepassava i tre mesi. L’approfondimento dei luoghi dell’Inferno nazista è proseguito poi con il contributo degli alunni della V Agraria, i quali hanno presentato una riflessione sugli esiti aberranti dell’ideologia nazista, che arrivò a condurre esperimenti, nei campi di concentramento, al fine di indagare la sopravvivenza in condizione estrema, migliorare la “razza ariana” e annientare le “razze inferiori”. E ancora il lavoro della V B Alberghiero, il cui contributo vuole puntare l’attenzione sul ‘lato oscuro dei carnefici’, ovvero sugli esecutori materiali e sui meccanismi psicologici che hanno spinto uomini comuni, con vite private normalissime, a diventare spietati e sadici assassini, autori di crimini efferati capaci però di trasformarsi poi, nella tranquillità delle proprie case, in padri e mariti esemplari. Di costoro si cerca di spiegare la complessa personalità deviata dall’azione dell’ideologia, con l’individuazione delle cosiddette “zone grigie”, dove agire e coscienza non trovano accordo. Tra gli interventi il personalissimo contributo degli alunni della V A Alberghiero, in collaborazione con la IV Alberghiero, costituito da un video dal titolo “Voci senza nome”, dedicato alle tante vittime senza volto. Nello specifico, è stato proposto un estratto del sermone di Martin Niemöller e un passo tratto da “La notte”di Elie Wiesel con interpretazione dei testi in lingua francese. A conclusione degli interventi e testimonianze, l’approfondimento degli alunni della V A Classico, i quali hanno proposto una riflessione sui cosiddetti “nuovi campi di concentramento”, arricchendo il loro contributo con l’analisi statistica dei dati raccolti tramite un sondaggio effettuato tra le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Giuseppe Gangale di Cirò Marina. I dati presi in esami, unitamente ai recenti episodi di odio razziale, intendono ribadire quanto sia importante insistere sul valore della memoria, quale dovere collettivo per una società libera dalla violenza, dalla discriminazione, dall’intolleranza e da ogni forma di disumanità. Hanno presentano e moderano gli interventi le alunne Irene Novello ed Eliana Sinopoli di VA e VC.





