
Una vacanza da sogno si è trasformata in un’esperienza carica di tensione e preoccupazione per alcune famiglie di Cirò Marina, rimaste bloccate a Dubai a bordo di una nave da crociera MSC ferma nel porto degli Emirati Arabi Uniti a causa della crisi militare che sta interessando l’area del Golfo.
Tra i passeggeri italiani presenti sulla nave ci sono anche tre famiglie di Cirò Marina, alcune con bambini, che stanno vivendo ore di forte apprensione mentre attendono indicazioni sul rientro in Italia. Il viaggio turistico nel Golfo Persico si è improvvisamente interrotto dopo l’aggravarsi della situazione geopolitica nella regione, che ha portato alla sospensione di alcune rotte marittime e a restrizioni nello spazio aereo.
Questa mattina i passeggeri italiani avrebbero dovuto lasciare la nave per dirigersi verso l’aeroporto e rientrare in Italia, ma all’ultimo momento la partenza è stata sospesa. I crocieristi sono stati invitati a rientrare nelle proprie cabine in attesa di nuove disposizioni, aumentando ulteriormente l’ansia tra le famiglie presenti a bordo.
Tra i passeggeri c’è anche un Francesco Marino di Cirò Marina che racconta con amarezza la situazione: «Siamo oltre cinquecento italiani sulla nave e nessuno è riuscito ad avere risposte dalla Farnesina. Abbiamo provato a contattare anche il numero diffuso dal ministro Tajani, ma senza ottenere alcun riscontro. Ho scritto anche tramite Messenger al Ministero degli Affari Esteri: mi hanno chiesto i dati e il numero di telefono dicendo che mi avrebbero richiamato, ma quella telefonata non è mai arrivata».
La preoccupazione è soprattutto per i più piccoli. «Non riusciamo quasi a dormire e stiamo cercando di tranquillizzare i bambini; la più grande ha appena sette anni. Fortunatamente la compagnia MSC ci sta dando grande assistenza e accoglienza. Il capitano è praticamente l’unico che in queste ore ci sta fornendo informazioni e si sta impegnando molto per gestire la situazione. La paura però resta tanta. Pensare che non siamo riusciti nemmeno a farci una foto sulla nave: l’unica che abbiamo è quella scattata all’aeroporto quando siamo arrivati, quando ancora non era scoppiata la guerra».
L’appello delle famiglie è semplice e diretto: «Se possibile fate partire subito donne e bambini, metteteli su un aereo e portateli via da qui. Noi possiamo anche restare, ma loro devono essere messi al sicuro. Non possono vivere con il timore dei missili che passano sopra le nostre teste».
Nel frattempo la vita a bordo della nave prosegue con i servizi attivi e l’assistenza dell’equipaggio, mentre i passeggeri restano in attesa di sviluppi. Per le famiglie di Cirò Marina e per gli altri italiani presenti sulla nave l’unico desiderio è poter rientrare al più presto a casa e lasciarsi alle spalle quella che doveva essere una vacanza e che si è trasformata in giorni di grande ansia e incertezza.






