
CROTONE, 25 marzo 2026 – Aeroporto di Crotone: l’addio al volo per Treviso è l’ennesimo schiaffo al territorio. Il “Pitagora” declassato a deposito di rottami?
CROTONE, 25 MARZO 2026 – Il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone esprime profonda preoccupazione e ferma indignazione davanti all’ennesimo atto di smantellamento dello scalo pitagorico. Domani, 26 marzo, decollerà l’ultimo volo sulla rotta Crotone-Treviso operata da Ryanair. Con questo addio, il Nord-Est italiano diventa improvvisamente più lontano, lasciando migliaia di cittadini, studenti e lavoratori nell’isolamento più totale.
Un paradosso inaccettabile: passeggeri in crescita, voli in calo
Mentre nel resto d’Italia e della Calabria si festeggiano record di traffico e nuovi investimenti, Crotone vive un paradosso unico e umiliante. Nonostante, lo scalo abbia registrato dati di traffico passeggeri con crescita a doppia cifra nel 2025, la risposta della gestione aeroportuale è la riduzione dei collegamenti. Siamo di fronte all’unico aeroporto calabrese che, invece di capitalizzare il successo, viene scientificamente ridimensionato.
Da scalo civile a “cimitero” degli aerei: lo smarrimento della mission
Il Comitato denuncia con forza la deriva che sta trasformando l’aeroporto in una struttura polifunzionale che ha perso di vista il trasporto passeggeri:
- Base Canadair e Protezione Civile: attività nobili, ma che non garantiscono la mobilità dei cittadini.
- Smaltimento aeromobili: i recenti progetti legati al riciclo di aerei a fine vita rischiano di trasformare l’aerostazione in un polo industriale di rottamazione, snaturando la funzione sociale ed economica dello scalo.
“L’aeroporto è nato per far viaggiare le persone, non per diventare un parcheggio per carlinghe dismesse. La politica continui a definirlo ‘scalo turistico’, ma senza voli charter per l’estate e senza collegamenti stabili, questa definizione resta una vuota operazione di marketing.”
Il fallimento della politica e della continuità territoriale
Il quadro è reso ancora più fosco dal silenzio assordante delle istituzioni regionali e nazionali.
- Mancata riconferma Treviso: Nessun tentativo concreto di trattativa con il vettore per salvare una rotta vitale.
- Addio alla Continuità Territoriale: La cancellazione dei voli operati con gli oneri di servizio verso Roma, causata da una grave dimenticanza burocratica del Governo, è una ferita aperta. I cittadini crotonesi sono ora condannati a costi proibitivi per raggiungere la Capitale, pagando di tasca propria, 4,6 milioni di euro, l’inefficienza dei palazzi romani ed al tempo stesso il governo regionale rinuncia ad un diritto riconosciuto al nostro territorio a causa dell’assenza cronica di infrastrutture.
- Divario tra scali: Mentre Lamezia Terme e Reggio Calabria beneficiano di investimenti massicci e riqualificazioni, a Crotone non si riesce nemmeno a risolvere il problema atavico dell’accessibilità all’aerostazione, ostacolata da una progettazione inadeguata, e dei parcheggi spesso improvvisate in aree verdi.
La mobilitazione continua
Il territorio crotonese non può più accettare il ruolo di “parente povero” della Calabria. Il diritto alla mobilità è un diritto costituzionale, non un privilegio da concedere a fasi alterne.Il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone non resterà a guardare questo lento declino e continuerà a vigilare, denunciando ogni scelta che penalizzi lo sviluppo sociale ed economico della nostra provincia. Chiediamo risposte immediate alla SACAL e alla Regione Calabria: Crotone ha bisogno di ali, non di silenzi.




